Lunedì 17 Dicembre 2018 | 13:12

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I politici italiani: molto rispetto e speranza per il futuro

ROMA - Il mondo politico saluta l'elezione di Benedetto XVI con espressioni di grande rispetto e non mancano manifestazioni di entusiasmo . La «grande gioia degli italiani» manifestata dal capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi nel messaggio di rallegramenti al nuovo pontefice rispecchia il sentimento prevalente. Fanno eccezione alcuni commenti (i radicali, qualche esponente del Prc o gruppi di omosessuali) che invece considerano il Papa Ratzinger fautore dell'oscurantismo. E l'elezione del successore di Pietro ha letteralmente oscurato la crisi di governo anche nei palazzi della Politica.
Appena si è diffusa la notizia della fumata bianca c'è stato un fuggi-fuggi dal Transatlantico verso gli uffici dei gruppi per seguire in Tv l'annuncio del fatidico «habemus papam». Anche il presidente del Consiglio Berlusconi è rimasto incollato alla Tv in attesa di sapere il nome del nuovo Papa. Qualcuno si è pure precipitato a Piazza San Pietro, come Pierferdinando Casini, Marco Follini, Rocco Buttiglione, i ministri Gianni Alemmanno e Stefania Prestigiacomo, che ha dato uno strappo in auto al coordinatore siciliano di Forza Italia Angelino Alfano.

Chi tiene a smarcare papa Ratzinger da immagini di parte e invita a guardare piuttosto alla storia è il senatore Giulio Andreotti, persona vicina al Vaticano e che ha conosciuto molti papi. Per Andreotti, il nome scelto da Papa Ratzinger suggerisce la possibile cifra del nuovo pontificato attraverso il richiamo a Benedetto XV, il papa che, quasi un secolo fa e purtroppo inascoltato, si oppose alla prima guerra mondiale chiamandola «inutile strage». Mentre il pensiero del presidente emerito Francesco Cossiga, che definisce il nuovo Papa «vescovo, pastore, teologo e uomo di grande umanità» va anche alla Germania, «una Nazione che tanto ha dato e rappresenta per l'Europa cristiana».

Il presidente del Senato, Marcello Pera, non esita a parlare di «evento epocale» e definisce il nuovo papa come una persona «consapevole dei rischi che l'occidente secolarizzato corre». Quanto al presidente della Camera, Pierferdinando Casini, che dopo la fumata bianca è accorso a San Pietro, ha sottolineato la scelta del nome di Benedetto, patrono d'Europa, aggiungendo che il papa «saprà essere pastore illuminato di tutti noi».

Il messaggio del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, aggiunge ai rallegramenti per l'elezione e agli auguri di «fecondo apostolato» la «fattiva disponibilità nelle relazioni istituzionali» da parte del governo italiano.

Fra i commenti meno istituzionali, si segnala quello particolare del ministro Roberto Calderoli, che parla di Papa Ratzinger come «l'unica cosa non di sinistra che circola oggi in Italia». Per certi versi opposto il giudizio di Pierluigi Castagnetti, della Margherita, che rifiuta le etichettature per il nuovo pontefice sottolineando come la toccante omelia ai funerali di Giovanni Paolo II e quella nella Messa che ha preceduto l'apertura del conclave «sfuggano ad ogni classificazione».

Fa riferimento al predecessore di Ratzinger anche Rocco Buttiglione, ricordando come il nuovo papa fosse «un grande collaboratore di Papa Wojtyla. Indubbiamente porta con sè il suo spirito».

Di continuità con Giovanni Paolo II parla anche il segretario dei Ds, Piero Fassino, particolarmente per il dialogo interreligioso e il messaggio di pace e giustizia. Mentre il presidente della Margherita, Francesco Rutelli, parla del pontefice come di «un pastore che si annuncia come rigoroso protagonista». Per Francesco Storace invece, la scelta dei cardinali è un'affermazione delle «radici cristiane» dell' Europa.

Dal segretario del Popolari-Udeur, Clemente Mastella, arriva invece la sottolineatura di come la scelta dei cardinali sia caduta su una personalità «di alto profilo», capace di dimostrare l'unità e la forza della Chiesa.

Chi non apprezza il nuovo Papa sono innanzitutto i radicali, che con Daniele Capezzone definiscono questa elezione contraria alle scelte «di libertà, di tolleranza e di dialogo». Per Luigi Malabarba, del Prc, il nuovo Papa è «l'espressione più autorevole dell'oscurantismo antimoderno». E Franco Grillini, deputato dei Ds e presidente onorario dell'Arcigay, il motto degli omosessuali sarà «resistere, resistere, resistere».

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