Lunedì 17 Dicembre 2018 | 03:11

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Cacciari: ora si deve lavorare

VENEZIA - «C'è stata una scelta assolutamente erronea per il centrosinistra locale e nazionale, e quest'ultimo deve imparare da questa esperienza locale ciò che non deve fare. E a Casson vorrei dire che ha sbagliato, per inesperienza probabilmente, ad accettare una candidatura che spaccava. Casson avrebbe potuto al limite funzionare come candidato di tutti nel centrosinistra, ma una volta verificato che non poteva esserlo avrebbe dovuto rinunciare». Così Massimo Cacciari ai giornalisti, dopo la sua vittoria su Casson.
«Avrei fatto lo stesso discorso anche se avessi perso - ha proseguito - la candidatura di Casson già di per sè era fuori tempo e fuori luogo, perchè è il tempo di tornare alla politica con la P maiuscola, non di cercare magistrati che la facciano. Ma al di là di questo la sua era una candidatura che rompeva il centrosinistra, e non doveva accettarla».
E all'ex pm che gli ha mandato a dire di arrangiarsi con il centrodestra per la costituzione della giunta, «non polemizzo più con lui - ha risposto, sottolineando però anche di non averlo mai attaccato personalmente - devo cominciare a governare questa città, c'e un mucchio di lavoro da fare».

La sua vittoria, ha detto ancora Cacciari, è dovuta ai veneziani, «che come in ogni città d'Italia votano sia a sinistra sia a destra. Ma è evidente - ha aggiunto - che il centrodestra ha votato me perchè, rispetto a Casson, riteneva più credibile e affidabile la persona e il programma, come è del resto normale nella logica del ballottaggio».
Parlando con la folla festante dei suoi sostenitori a Cà Farsetti, Cacciari ha riconosciuto comunque che la «campagna elettorale è stata molto tesa», per gli errori compiuti nel centrosinistra che hanno impedito «una candidatura unitaria rivolta a tutte le categorie della città, soprattutto ai giovani imprenditori e professionisti», e poi anche la possibilità delle primarie. «E così - ha ricordato - abbiamo dovuto tentare con difficoltà questa strada, che si rivolgesse a tutte le le categorie. E mi sforzerò subito di lavorare in questa direzione, senza apparentamenti e accordi sottobanco, ma nella chiarezza delle posizione per accordi programmatici il più ampi possibili».
«Naturalmente non nascondo che le mie ambizioni sono grandissime - ha detto ancora Cacciari, suscitanto un'affettuosa e corale risata tra i presenti - in questi cinque anni vorrei davvero cercare di portare a termine grandi progetti per la città «passando anche per il rilancio di Marghera e il futuro di Mestre. Per tutte le diverse questioni ha annunciato di voler approntare diverse «squadre che lavorino per obiettivi, e su questo si potrà collaborare all'interno del Consiglio comunale ben al di là di quella che è la maggioranza».
«Mi rendo conto che una legge elettorale un po' strana assegna ad una forza politica il 60% dei seggi - ha rilevato, a proposito dei 26 consiglieri guadagnati con il premio di maggioranza dalla sola Margherita - ma non sono un matto, o almeno non in questo caso. E naturalmente la composizione del sistema di governo della città, che non è soltanto la giunta, sarà rappresentativa di tutte le forze che condividono il mio programma, anche al di là di quelle che lo condividono formalmente».
Quanto infine ai partiti che nel centrosinistra hanno commesso il «colossale errore cui oggi abbiamo rimediato - ha concluso -, mi auguro che abbiamo modo di riflettere e cambiare strada».

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