Venerdì 14 Dicembre 2018 | 20:08

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Escursione nell'Oasi Monte Sant'Elia

Ecco un'escursione ideale in questi giorni di primavera: l'Oasi Monte Sant'Elia, nel territorio di Massafra (Ta). Garantiti pace, serenità, mistero, religiosità e per di più è una delle 124 oasi del WWF. I boschi, la macchia, la gravina e la "Masseria" come è chiamato il nucleo di trulli del Settecento e l'annessa casa colonica, hanno meritato la protezione dell'ente perché tutto fosse preservato e a disposizione di quanti nella natura hanno un referente che non tradisce.
La Masseria e il Monte erano di proprietà della comunità religiosa dell'Arca, fondata in Francia da Lanza del Vasto, di San Vito dei Normanni (Br). Dal 1979 al 1991 il posto è stato un punto di riferimento, non soltanto a livello locale, ma anche nazionale per la ricerca e la sperimentazione di un nuovo modello di sviluppo che fa dell'educazione alla pace, della lotta per la giustizia, della ricerca religiosa, della tutela del creato, della semplicità la vita, dell'accoglienza senza alcuna discriminazione, i punti cardine di un impegno quotidiano.
Quando i membri della comunità hanno indirizzato la propria esperienza in altre direzioni, la Masseria ed il Monte Sant'Elia sono stati donati nell'aprile del 1995 al WWF.
Monte Sant'Elia, in effetti, è una collina di 450 metri, incastonata nel versante meridionale delle Murge Orientali. L'oasi ha un'estensione di 100 ettari ed è ricco dominio di flora e fauna. Dalla sommità del Monte Sant'Elia lo sguardo spazia sul golfo di Taranto sino al Massiccio del Pollino ed alle vette della Sila.
Il bosco è costituito prevalentemente da leccio e da esemplari di roverella e fragno. E' percorsa da una rete di sentieri che consentono di osservare diversi aspetti paesaggistici ambientali e archeologici presenti nell'Oasi. Nel sottobosco dei querceti sono frequenti i ciclamini, le viole, il pungitopo, alcune felci e le rampicanti edera e tamaro. Nelle radure fioriscono le orchidee.
Si racconta che nei boschi di Monte Sant'Elia si rifugiasse il brigante "Pizzichicchio", al secolo Cosimo Mazzeo, originario di San Marzano e che per sfuggire alla cattura si servisse di cunicoli che arrivavano sino alla costa.
Responsabile dell'oasi è Massimo Scarinci (O99.880.9697) che ricorda come l'oasi è ideale per visite didattiche, per escursioni guidate di varia difficoltà, per lezioni all'aperto e proiezioni di filmati o diapositive nel centro visite.
E' in allestimento la foresteria perciò chi in futuro intendesse trascorrere un periodo di riposo, svago o studio adesso sa qual è il posto giusto.
L'escursione è da completare con una visita a Massafra, la Tebaide d'Italia per il villaggio rupestri e le grotte basiliane nel suo territorio a 16 chilometri da Taranto. Da Bari percorrendo l'autostrada, uscita Mottola, la si raggiunge in 40 minuti circa.
Da visitare il Centro Storico, la gravina della Madonna della Scala, le cripte e alla farmacia di Greguro (Nuova Hellas 099-8804695).
Interessanti anche i frantoi ipogei (Loris Rossi 0368-7853734) oppure Ufficio informazioni turistiche (palazzo De Notarstefani, in via V. Veneto, 15 /099-8804695)
La cucina massafrese ha tramandato specialità culinarie mediterranee, semplici e genuine utilizzando ingredienti semplici e genuini: pasta fatta in casa come i "pizzicarieddi" conditi con sugo di ragù o pomodoro fresco e cacioricotta; zuppa di fagioli con olio crudo e ricotta forte, la "ncapriate" ovvero purea di fave e cicoria selvatica. Come secondo gli "gnummeriedd" di interiora di agnello e cotti al forno con patate, e le "tiedde" di agnello con patate e "lambasciune". Vino Primitivo ad alta gradazione.
I ristoranti e le trattorie consigliate per i priatti tipici proposti sono a Massafra "Ristorarte" in piazza SS. Medici, "Il Bungustaio" in via Pisa, "La ruota" in via Barulli.
Vittorio Stagnani

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