Venerdì 14 Dicembre 2018 | 13:44

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«Operazione Murgia Violata»

TARANTO - Migliaia di ettari di territorio, che partono dalle Murge per arrivare alle porte di Bari, sono stati interessati dallo smaltimento brutale di rifiuti tossici, come ha evidenziato l'indagine partita nel 2001. Tutto ha inizio con un incendio, avvenuto all'interno di un'azienda florovivaistica di Santerano in Colle (Ba), che richiamò l'attenzione dei carabinieri del Comando tutela ambientale di Roma e del Noe di Bari e li portò sull'altopiano delle Murge, per via di una densa colona di fumo ed odore insopportabile, che non poteva appartenere al solito incendio di sterpaglia.
La scoperta fu che a bruciare erano tonnellate e tonnellate di rifiuti, soprattutto tossici, che erano stati distribuiti su ben 4 ettari.
I numeri che "Murgia violata" evidenziò divennero ben presto allarmanti per gli inquirenti: decine di migliaia di rifiuti erano stati smaltiti illecitamente nell'arco di un solo anno su terreni di Santeramo, Valenzano, Corato, e Modugno. Zone, inoltre, di alta qualità per la coltivazione di foraggio per animali, cereali e prodotti ortofrutticoli.
Sul suolo del barese si scoprì che vi era stato smaltito di tutto: dai fanghi delle concerie della Toscana alle scorie e polveri di abbattimento fumi di industrie siderurgiche della Lombardia e Veneto, dai pneumatici triturati provenienti dalla Campania ai prodotti rivenienti dalle bonifiche di siti inquinati della Liguria ed Umbria, sino ai trasformatori contenenti olio contaminato ed altamente tossico che dal Centro e Nord venivano "regalati" ai territori della Puglia e Calabria.
L'inchiesta, condotta dal procuratore Renato Nitti, consentì 65 arresti e 22 indagati.
I "referenti" pugliesi del traffico illecito contattavano piccole aziende ed agricoltori in difficoltà economiche, che in cambio di rilevanti somme consentivano di far avvelenare i propri terreni.
Gli indagati occultavano i rifiuti speciali sotto il terreno, in seguito all'immediata aratura e spianatura dei campi dopo il loro abbandono, senza curarsi che essi contenevano elevatissime concentrazioni di metalli pesanti, tutte altamente inquinanti e bioassimilabili come cromo, cadmio, nichel e piombo.
Paolo Lerario

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