Martedì 11 Dicembre 2018 | 01:53

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Berlusconi: «avremo in Italia un regime vendicativo»

ROMA - Il giorno dopo «l'ecatombe» delle regionali ai danni della Cdl, come l'ha definita Storace, i rapporti tra il presidente del Consiglio e l'asse An-Udc sono sempre più tesi. A dividere Berlusconi dai suoi vicepremier non è solo l'analisi delle ragioni della sconfitta, ma anche, addirittura nel linguaggio, la reale entità dell'esito del voto. Una distanza diventata sempre più evidente nelle ultime ventiquattro ore. Ieri Fini a «Porta a Porta», oggi Follini e La Russa, tutti sottolineano la gravità degli effetti dell'11 a 2 per il futuro del governo.
Nel corso della giornata si è sparsa la voce di una nota ufficiale con cui il presidente del Consiglio avrebbe fornito la propria lettura del voto, come si dice a «bocce ferme». Invece, con una disinvoltura che ha creato qualche sconcerto tra gli alleati, Berlusconi sceglie di minimizzare definendo in un'intervista a 'Panorama' l'arretramento della Cdl «previsto e prevedibile».
E dire che in mattinata il segretario dell'Udc invitava la coalizione proprio a non minimizzare il campanello d'allarme suonato dagli elettori: «Il voto - osservava Follini - indica una difficoltà della maggioranza che va riconosciuta, chiamata per nome e superata. Bisogna riflettere e soprattutto darsi da fare». E più tardi ammoniva: «Bene una riflessione ma non ci si può fermare là». Anche il vicepresidente vicario di An, prima che venisse diffusa l'intervista del premier, al termine di un vertice a Via della Scrofa, usava toni ultimativi: «Ora il dibattito riparte da Berlusconi - spiegava La Russa - spetta a lui avviare le prime proposte concrete necessarie per una indilazionabile ripartenza della Cdl e per ribaltare il risultato delle regionali». Linea dura confermata dallo stesso Fini che lasciando la riunione si è limitato a dire: «Confermo quanto detto da La Russa...».
Proposte che non emergono dalle parole di Berlusconi: «Sono sereno. So di aver governato al meglio delle possibilità». E poi, ribadendo un argomento usato più volte prima del voto, aggiunge: «Gli italiani hanno votato con lo stesso sentimento politico che abbiamo già visto in altri paesi europei». Quindi, tutt'altro che allarmato, a differenza dei suoi alleati, il premier anche oggi attacca l'opposizione ostentando ottimismo nel futuro: «La sinistra non ha un programma alternativo al nostro, ma solo l'intenzione di consumare vendette». In caso di vittoria delle sinistre, aggiunge, «avremo in Italia un regime vendicativo e giustizialista, mascherato di legalità e ostile a tutto ciò che è privato». Ma ciò, assicura Berlusconi, sarà evitato perché «gli italiani lo capiranno».
In quest'ultimo anno di legislatura, sembra essere il ragionamento di Berlusconi, per assicurarsi la vittoria, il governo avrà il solo scopo di comunicare al meglio il proprio lavoro. Lo si capisce da come si è congratulato con Maria Rita Lorenzetti, la presidente rieletta alla Regione Umbria più votata d'Italia: «Tutti dovremmo venire ad imparare da te - le ha detto Berlusconi - come si fa a spiegare ai cittadini il lavoro fatto».
Marcello Campo

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