Giovedì 24 Gennaio 2019 | 07:57

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Il primo giorno del neopresidente in cucina con la mamma

Nichi Vendola BARI - Sorridente si era fatta ritrarre con il figlio candidato nell'unico manifesto elettorale nel quale anche Nichi Vendola, prossimo presidente della Regione Puglia, accennava un sorriso. E sorridente anche oggi, nella cucina di casa a Terlizzi, è stata al fianco di suo figlio mentre da ogni parte d'Italia arrivavano per telefono congratulazioni di amici, compagni di partito o di battaglie politiche e rappresentanti delle istituzioni, in un continuo viavai di giornalisti e conoscenti.
La signora Antonetta, mamma del candidato che ha vinto la sfida tutta in salita contro il centrodestra pugliese, mentre il figlio rilascia interviste si alza dalla sedia, prepara il caffè, si avvicina e ogni tanto lo bacia. Poi torna a sedersi e racconta a chi le chiede se abbia dormito la scorsa notte: «siamo andati a dormire alle quattro, un po' ho dormito ma alle 8 mi sono svegliata e ho cominciato a fare il ragù. Poi abbiamo mangiato insieme con un giornalista».
Parlare con lei è difficile, così come con Vendola, per le continue telefonate che arrivano sui vari telefonini di famiglia, soprattutto della sorella Patrizia che cerca di fare un po' da filtro. Mentre Vendola parla con i giornalisti arriva anche la telefonata di congratulazioni e auguri del presidente della Camera, Pierferdinando Casini. «Ma - racconta il nuovo governatore - hanno già chiamato tutti gli esponenti del centrosinistra, Prodi, Fassino, D'Alema e gli altri, ma anche Cicchitto e so che Follini mi ha cercato più volte. Hanno chiamato tutti i colleghi della commissione parlamentare antimafia, dal mondo del volontariato e della chiesa. Graditissima la telefonata di Don Ciotti e bellissima è stata la telefonata di Leo Gullotta».

Mentre Nichi si allontana dalla stanza per una intervista radiofonica, la mamma prepara il caffè e si lascia andare a qualche ricordo. Dalla prospettiva della gioia odierna tutte le difficoltà e le incomprensioni che qualche volta ci sono state con Nichi appaiono sbiadite: «non ci sono stati mai scontri - racconta - ma solo qualche tensione. Ma poi ho capito e mi sono detta di essere stata in alcuni casi stupida e ignorante». Lei, anche prima che Nichi cominciasse a fare politica, ha sempre votato per il partito comunista, così come suo marito, più volte consigliere comunale e militante.
Ogni tanto guarda il manifesto che la ritrae sorridente col figlio e che è affisso sulla porta della cucina. «Me lo sono trovato in casa un giorno - racconta - la foto era stata fatta dopo la vittoria delle primarie e pubblicata con un servizio dedicato a Nichi su 'Vanity Fair».
Mamma Antonetta è contenta per la vittoria, ma anche preoccupata per le responsabilità che il figlio dovrà affrontare. E anche Nichi non nasconde di esserlo, anche se ha ben chiaro il metodo che seguirà per governare. Non sarà quello del «decisionismo accentratore», rimproverato per tutta la campagna elettorale al presidente uscente Raffaele Fitto, ma quello del confronto e della concertazione. E poi, consapevole di essere anche al centro dell'attenzione nazionale perchè «ha anticipato una condizione che è imminente per il suo partito, cioè quella di integrarsi nelle funzioni di governo», ammette: «l'aspettativa è grande, da parte del mio partito, del centrosinistra e della gente». Ma sa già qual è il primo passo che farà nella prospettiva della composizione della giunta. «Ho delle idee - spiega - e intendo discuterle innanzitutto con Romano Prodi: l'idea fondamentale è che la Puglia debba diventare un vero laboratorio politico culturale di livello europeo».

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