Sabato 15 Dicembre 2018 | 21:30

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In Basilicata la Cdl cerca difficile rivincita

POTENZA - Se in Basilicata le elezioni regionali non fossero state rinviate al 17 e 18 aprile prossimo, oggi il risultato nazionale sarebbe di 12 a 2 per l'Unione e una regione di solito defilata e politicamente meno «pesante» di altre non si vedrebbe trasformata in un terreno di facile vittoria per l'Unione e di difficile rivincita per la Casa delle libertà.
Ma proprio il primo aprile scorso (quando si dice le coincidenze!) il Consiglio di Stato ha fulminato gli oltre 500mila elettori lucani - molti dei quali erano nelle chiese a pregare per il Papa - e i quattro candidati alla presidenza della Regione, riammettendo alla competizione la lista di ultrasinistra di Unità popolare. I suoi dirigenti hanno chiesto al prefetto di Potenza di poter partecipare alla campagna elettorale e il rinvio del voto è stato inevitabile.
Dopo la debacle di ieri, con L'Unione che ha conquistato undici Regioni, lasciandone solo due alla Cdl, di colpo tutti gli occhi si sono rivolti alla Basilicata.
L'elemento nuovo in assoluto riguarda la Casa delle libertà: i leader nazionali del centrodestra stanno già consultando le loro agende, per trovare il modo di giungere in Basilicata a sostenere il loro candidato, Cosimo Latronico, allo scopo di conquistare la Regione o, almeno, di dare alla sconfitta proporzioni accettabili, che sembrino già un'inversione di tendenza. E' lo stesso Latronico a confermarlo: «Mi risulta che i leader dei partiti della Cdl vogliano scendere in campo in Basilicata e mi sembra anche giusto e logico, anche in politica, superare subito i momenti poco felici con un'iniezione di fiducia e di stimolo verso gli elettori. In effetti - aggiunge - in Basilicata si svolgerà quasi un secondo turno elettorale».

La strategia è in parte già delineata: giovedì la Cdl terrà una conferenza stampa, a Potenza, per ribadire le sue tesi programmatiche; sabato, poi, il giorno dopo i funerali di Giovanni Paolo II, la campagna elettorale riprenderà con vigore. A Potenza, convention del centrodestra, forse già con un leader nazionale: «E' possibile, non sicuro», si limita a dire Latronico, ex giovanissimo sindaco di Nova Siri (Matera) ed ex consigliere regionale della Dc, un consulente aziendale formatosi in Comunione e Liberazione per il quale i miracoli accadono, eccome. Lui, in attesa del sostegno dei big del Polo, ci tiene a riportare la campagna elettorale sui temi che ha individuato da settimane: una banca lucana, migliore uso delle risorse naturali, giovani, Università, sanità, assistenza, razionalizzazione della rete degli enti locali.
Del resto, la Cdl fa bene a provarci: il 29 marzo scorso, a Matera, anche il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, partecipando ad una manifestazione, aveva detto di «avvertire» in Basilicata la sensazione che il centrodestra potesse ottenere un bel risultato. Appunto, un bel risultato, ma difficilmente la vittoria, visto che nel 2000 il candidato del centrosinistra, Filippo Bubbico (Ds), fu eletto con il 63,1%, lasciando al 35,1% l'avversario di centrodestra. Dopo cinque anni di governo (e dopo aver eletto con maggioranze nette, qualche volta schiaccianti, i sindaci di Potenza e Matera e i presidenti delle due Province), il centrosinistra si sente fortissimo, anche per i successi rivendicati da Bubbico (e anche Pisanu non aveva nascosto i meriti di chi ha governato).
Dopo i risultati di ieri, poi, praticamente imbattibile. Oggi, il candidato dell'Unione, Vito De Filippo, ha già annunciato un «nuovo patto» con i governatori di centrosinistra di Campania, Calabria e Puglia. Insomma, la Casa delle libertà punta legittimamente ad un «colpo» o ad una sconfitta magari di misura. L'Unione - sapendo che la regione risente di solito dell'umore nazionale e forse in attesa essa stessa dei suoi leader, che certo non hanno lasciato e non lasceranno De Filippo da solo - sogna il colpo che metta «fuori combattimento» l'avversario.
Mario Restaino

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