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La sconfitta per quello che è stato il più giovane presidente di Regione

BARI - E' stato il primo governatore della Puglia e il più giovane d'Italia: è solo uno dei record che costellano la vita di Raffaele Fitto, 36 anni, sostenuto dai partiti della Cdl in questa competizione elettorale che lo vede, per la prima volta nella sua carriera politica, sconfitto.
La sua esperienza politica è stata sempre, fino ad oggi, in ascesa: il più giovane e votato consigliere regionale, il più giovane assessore. E ancora: vicepresidente con delega al Bilancio e presidente di giunta regionale. E non solo: europarlamentare, segretario regionale del Partito Popolare, vicesegretario nazionale del Cdu di Buttiglione, leader del proprio partito regionale, i Cristiani democratici per le Libertà (Cdl), fondato in Puglia prima di confluire in Fi: è questa la sua carriera poco prima di compiere 30 anni. Fitto ha affrontato la sua prima campagna elettorale a 20 anni e a 21, nel maggio del 1990, è diventato consigliere regionale. A 30 anni è stato consacrato presidente della Regione Puglia, divenendo così il più giovane presidente delle Regioni d'Italia. Era il 16 aprile del 2000: un appuntamento importante, con le prime elezioni con il nuovo sistema elettorale che prevedeva l'elezione diretta del presidente.
Una serie di record, dunque, raggiunti in un battibaleno. Raffaele Fitto, laureato in legge, nato a Maglie (Lecce) nel 1969, fino al 29 agosto del 1988 ha avuto un'adolescenza simile a quella di tanti altri giovani: la scuola, il calcio (da sempre tifa per la Juventus), la motocicletta, gli amici, i viaggi. Quel giorno, quel 29 agosto dell'88, in casa Fitto si dovevano festeggiare due compleanni: i 19 anni di Raffaele, compiuti il giorno prima, e quello della mamma del futuro governatore, Leda, che sarebbe stato due giorni dopo. Invece giunse la notizia della tragica morte in un incidente stradale del papà di Raffaele, Salvatore Fitto, chiamato da tutti Totò, democristiano, presidente della Regione Puglia. 'Toto» Fitto aveva 47 anni ed era stato eletto presidente della giunta regionale il primo ottobre del 1985: a sua volta, quando era stato eletto, era stato il più giovane presidente di Regione, record battuto solo da suo figlio Raffaele.
«Non è vero che sono cresciuto a pane e politica», scrive Fitto nel suo sito Internet. «E' vero che andavo in giro con mio padre, che lo seguivo in qualcuno dei suoi impegni. Che il mio futuro potesse essere la politica - aggiunge - l'ho pensato solo quando lui è scomparso, quando è venuto meno un punto di riferimento per le aspirazioni di tanti pugliesi, quando si è trattato di non disperdere un immenso patrimonio di esperienza amministrativa e di relazioni umane e politiche».
«All'inizio la mia carriera politica - afferma nel sito il presidente uscente della Puglia - poteva anche essere immaginata come la normale carriera di un cattolico democratico, una carriera democristiana. Cambiano le sigle ma i valori restano, soprattutto quelli del moderatismo politico che hanno garantito all'Italia l'ininterrotto sviluppo del dopoguerra».
Presidente a 30 anni, dunque: ma Fitto «più che un record», ha sempre considerato ciò «un'opportunità «. Quale? «Quella - dice - di avere la forza per affrontare e portare a termine una delle più difficili operazioni di risanamento amministrativo mai tentate nel nostro Paese. Troppo in poco tempo? E' possibile. Ma non sempre il che cosa e il quando siamo noi a sceglierlo». «Il federalismo e la globalizzazione - ha sostenuto più volte - non fanno sconti a nessuno e ancor meno alla mia generazione che ha dovuto assumersi la responsabilità di più di una transizione e, ancor più, quella di costruire le condizioni per una Puglia che, in Italia e in Europa, ha le carte in regola per costruire serenamente il proprio futuro».
Segno della Vergine, Raffaele Fitto è sicuramente un «concreto», così come è stato definito dalla stampa durante la campagna elettorale. E ora, concretamente, Fitto affronta la sua sconfitta: «occorre che riflettano tutti». «Devo riflettere io, - ha detto la notte scorsa nel suo comitato elettorale, a Bari - devono riflettere i candidati, devono riflettere i leader nazionali». E fa una considerazione: «Non è che un'ondata investe l'Italia e, arrivata in Puglia, giri al largo e proceda nelle altre Regioni». E pertanto «quello che è successo in Puglia è importante leggerlo nel contesto di quello che è accaduto in tutta Italia». In Puglia, poi, se si considerano i dati del Mezzogiorno, il centrodestra «ha avuto la tenuta maggiore».
Fitto dice di analizzare il voto «con serenità «, afferma di essere pronto a svolgere il proprio ruolo dall'opposizione, vuole fare gli auguri a Vendola, ma è chiaro che lo schiaffo era inaspettato e fa male.
Luisa Amenduni

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