Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 17:02

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Bossi soddisfatto del risultato in Lombardia e Veneto: ora avanti con le riforme

Umberto Bossi - Roberto Calderoli MILANO - Ha passato la giornata al telefono, Umberto Bossi, tra un esercizio e l'altro del suo programma settimanale di fisioterapia, prima con i dirigenti del movimento per avere aggiornamenti dalle sezioni e alla fine con Silvio Berlusconi, con il quale ha parlato in serata.
Poi, vincendo la sua antica e naturale prudenza, quando si tratta di commentare dati parziali, Bossi ha accettato di parlare del risultato che si sta delineando per la Lega. E lo ha fatto in maniera decisa e soddisfatta, con una punta della sua maliziosa ironia: «Mi spiace per i miei soci...ma che la Lega fosse forte lo sappiamo tutti, specialmente in Lombardia e Veneto...». E poi lo slogan che gli esce a piena voce: «Siamo forti, siamo un partito popolare vero!».
In via Bellerio a Milano, sede federale della Lega, oggi c'erano i due ministri Roberto Calderoli e Roberto Maroni e il segretario della Lega Lombarda, Giancarlo Giorgetti. Attaccati al televisore e ai telefoni, in contatto con gli uomini del Carroccio sul territorio, per seguire minuto per minuto gli eventi.

Poi, quando i primi dati hanno preso consistenza, Calderoli ha fatto la prima analisi davanti ai taccuini e alle telecamere. «I dati in nostro possesso indicano un' avanzata rispetto alle europee e alle politiche, quindi mi sembra che si possa dire che per noi si delinea un successo - ha esordito -. Certo mi rammarico pensando a quale sarebbe stato il risultato se Bossi avesse potuto fare una campagna come quella cui eravamo abituati, paese per paese, sera dopo sera... Ma per le politiche è già pronto e determinato».
E poi il discorso sulle riforme: «Pur con le cautele del caso - ha spiegato il ministro delle Riforme - credo che la timidezza riformista della coalizione abbia pesato negativamente, così come una certa litigiosità. Ora con quello che sembra un nuovo slancio riformista penso che le cose possano cambiare. Insomma, il messaggio che mi sembra uscire per il Governo è: meno parole e più fatti».

Intanto Giancarlo Giorgetti, alle prese con i numeri della Lombardia, sezione per sezione, rompeva il suo proverbiale silenzio per affermare perentorio: «Posso dire solo una cosa: la Lega non tradisce!».
Sul discorso delle riforme insiste Bossi: «Altro che chiacchiere! Tutti i Paesi, per evitare il nazionalismo e i problemi che esso comporta, vanno verso il federalismo, si guardi ad esempio l' Inghilterra. Noi non possiamo certo essere fuori dal mondo! Questo Governo è nato proprio per fare la riforma, quello è il patto fondante».
Poi spiega il risultato della Cdl anche con due assenze dalla campagna elettorale, la sua e quella di Berlusconi: «Berlusconi non ha fatto la campagna elettorale per le regionali e io, come sapete, non ho potuto andare in giro come avrei voluto. Se ci fossimo stati tutti e due...».
Maurizio Lucchi

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