Lunedì 17 Dicembre 2018 | 00:54

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Sicurezza: scudo aereo su Roma

ROMA - Milioni di persone in piazza. E almeno 200 big provenienti da tutto il mondo. I funerali di Giovanni Paolo II saranno un evento dalle dimensioni colossali ed anche i problemi legati alla sicurezza si annunciano enormi. Gli occhi di miliardi di persone saranno puntati quel giorno su Roma e su Piazza San Pietro: «molti potrebbero essere tentati di compiere un'azione dimostrativa», dice, cauta, una fonte dell'intelligence. Che non vuole pronunciare la parola attentato. Ma certo è una delle eventualità che deve essere presa in considerazione «per poter mettere a punto tutte le misure preventive del caso». Gli 007 stanno monitorando i siti integralisti: nel mondo islamico la morte del Pontefice ha avuto una grande eco e tutte le tv satellitari arabe continuano a trasmettere con evidenza le notizie da Roma.
Le forze armate e di polizia, i servizi, sono mobilitati, forse come mai in precedenza. Viminale, prefettura e questura - secondo quanto si è appreso - hanno già messo a punto un piano di sicurezza per quel giorno, che sarà oggetto fino all'ultimo di continui aggiustamenti: dai 10.000 ai 15.000 gli uomini mobilitati.
Cruciale sarà la sicurezza dello spazio aereo su Roma, soprattutto per scongiurare il rischio di piccoli velivoli-kamikaze o, semplicemente, 'disturbatorì. Dall'arrivo del primo capo di Stato o di Governo alla partenza dell'ultimo i cieli di Roma saranno blindati. Il dispositivo, sottolinea una fonte informata, ricalcherà quello di grandi eventi precedenti, come il vertice Nato del maggio 2002 o la visita di Bush del giugno 2004. Un vero scudo aereo: tutte le eventualità sono state prese in considerazione.
Non si conoscono ancora i dettagli, ma si sa che lo spazio aereo sarà off limits per alcune decine di chilometri a tutti i velivoli non autorizzati. Dovrebbero essere chiusi al traffico gli aeroporti dove atterreranno gli aerei dei big mondiali: Ciampino, in primo luogo, e probabilmente anche Fiumicino. Alcuni dei capi di Stato e di Governo atterreranno alla base militare di Pratica di Mare, certo la più sicura anche perché ospita stabilmente batterie antimissile Spada. Contro la minaccia di eventuali aerei di linea dirottati verranno mobilitati dei caccia intercettori che sorvoleranno l'Italia, mentre altri saranno pronti al decollo. Se il pericolo dovesse venire da un aereo più piccolo e lento interverranno gli aerei da addestramento armati MB 339, mentre nel caso si dovesse intervenire contro piccoli aerei da turismo o ultraleggeri, magari deltaplani, sarà la volta degli elicotteri HH3F. Non è chiaro se l'Aeronautica potrà disporre di un aereo senza pilota Predator, ma è invece probabile, sempre secondo quanto si è appreso, che sarà mobilitato almeno un velivolo radar Awacs della Nato per la sorveglianza dello spazio aereo dall'alto. La regia di questo dispositivo, che potrà naturalmente contare anche sulla rete radaristica a terra, verrà affidata al Cofa, il Comando operativo delle Forze aeree. Spetta al comandante del Cofa ordinare l'abbattimento di un eventuale aereo-Kamikaze, ma questa decisione deve essere comunicata al ministero della Difesa, che può bloccarla.
Se il dispositivo di controllo negli aeroporti e sui cieli di Roma sarà al massimo livello, anche i dettagli della sicurezza «a terra» saranno curati nei minimi particolari, fino a prevedere la presenza di squadre Nbcr per fronteggiare eventuali attacchi terroristici con armi non convenzionali.
Il piano che in queste ore Viminale, servizi segreti, questura e prefettura di Roma stanno delineando, secondo quanto si è appreso, impegnerà diverse migliaia di uomini delle forze dell'ordine ogni giorno, per arrivare ai 10-15mila previsti per il funerale del papa. Un impegno dunque imponente che riguarda diversi ambiti che vanno dal controllo e bonifica di piazza San Pietro alla gestione dei percorsi cittadini che verranno attraversati dalle delegazioni politiche provenienti da tutto il mondo per partecipare alla cerimonia funebre. Proprio quest'ultimo aspetto ne implica di fatto altri due: il servizio di scorta ai capi di Stato e di governo, con esperti dell'antiterrorismo a supportare i servizi di sicurezza di ogni leader, e la sorveglianza delle sedi diplomatiche, dove è probabile che alcune delegazioni passeranno la notte.
Verranno inoltre attentamente bonificate e monitorate tutte le aree di accoglienza per i pellegrini, che potrebbero essere scelte da eventuali terroristi come obiettivi alternativi a piazza San Pietro. Proprio per mettere a punto i dettagli relativi a questo aspetto, si sono tenute oggi una serie di riunioni operative tra i rappresentanti della sicurezza e quelli della Protezione Civile. E' stato inoltre consistentemente rafforzato il numero di specialisti altamente qualificati nel controllo del territorio provenienti dai reparti prevenzione crimine della polizia di Roma, Pescara e Napoli, che già da ieri stanno monitorando tutta l'area attorno a San Pietro.

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