Martedì 11 Dicembre 2018 | 10:23

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Petrucci: «Gesto di umiltà per un uomo che ha cambiato la storia del mondo»

Non era mai accaduto che tutto lo sport in Italia si fermasse. E' il doveroso omaggio al Papa sofferente da parte di tutti gli sportivi, il segno di una sensibilità e di un rispetto umani che altre volte ha trovato posto sui campi di calcio, come sulle strade del ciclismo o nei palazzetti di basket e pallavolo. Ma mai in tali proporzioni: la grandezza della figura di Giovanni Paolo II ha convinto tutti.
L'aggravarsi delle condizioni di salute del Santo Padre ha indotto il Coni ha decidere lo stop di tutte le gare del fine settimana. Alcuni sport saranno in campo già all'inizio della prossima settimana, altri slittano di una settimana, e recupereranno la giornata più avanti (il calcio ha inserito un turno infrasettimanale serale il 20 aprile). «E' stato un gesto di umiltà - spiega il presidente del Coni Gianni Petrucci - con il quale abbiamo dimostrato l'affetto per un uomo che ha cambiato la storia del mondo». Una decisione, sottolinea il capo dello sport italiano, «che abbiamo condiviso con tutti» e con la quale «si smentisce l'etichetta che tante volte viene appiccicata addosso al mondo dello sport».
Dal mondo dello sport è un coro di sì alla decisione di Petrucci. A cominciare dal calcio. «E' un piccolo sacrificio per una grande persona come il Papa» afferma il presidente della Lega Adriano Galliani. «La decisione di fermare lo sport quindi mi sembra saggia» dice Dino Zoff. «In questo momento così triste e di grande dolore, finalmente il calcio italiano ha fatto qualcosa di positivo» è il commento al solito graffiante di Carlo Mazzone. «Una decisione doverosa» dice Luciano Spalletti. «Ora è giusto che lo sport si fermi, perché ci sono priorità maggiori nella vita, cose molto più importanti del calcio» commenta Gianfranco Zola. Per Paolo Maldini la decisione di fermarsi è «giusta e legittima» e per il cattolicissimo Giovanni Trapattoni c'è tanta commozione e attesa per la fine inevitabile di un uomo che «ha cambiato tutta l'Europa politica e sociale».
Ma non è un coro unanime, c'è anche qualcuno in disaccordo. «Il Papa, che ama i giovani e lo sport, sarebbe stato il primo a opporsi alla decisione di sospendere i campionati - dice il capitano del Palermo Eugenio Corini -. Se fosse stato per me avrei giocato, lanciando dal campo e dalle tribune degli stadi messaggi di pace e fratellanza». «Io sono convinta che lui avrebbe voluto che si giocasse; se avesse potuto risponderci, avrebbe detto di continuare» dice Suor Paola, grande tifosa della Lazio. Che però subito aggiunge che «in questo momento è più forte la nostra volontà di stargli vicino, la nostra voglia di essere solidali alla sua sofferenza».
Nel momento del dolore per le sorti del Papa suona stonata la polemica su presunti ritardi nella decisione di fermare lo sport. «Credo che sia una decisione giustissima, talmente giusta che poteva essere presa ieri» dice il direttore generale della Juventus Luciano Moggi. Gli fa eco Andrea Della Valle: «Sospendere ogni evento sportivo è una decisione giusta, ma presa in ritardo. Già ieri come Fiorentina avevamo cercato di sensibilizzare gli organi federali». E il presidente viola precisa che già questa mattina «noi e i dirigenti della Juventus avevamo già stamani le idee chiare».
Ma se in Italia lo stop è pressoché compatto (pur con le eccezioni delle corse dei cavalli, in quanto l'Unire non fa parte del Coni, e dei tornei tennistici che rientrano nel circuito internazionale) non così avviene all'estero. Anche se non si tratta di chiedere il rinvio di una gara, ma solo l'esenzione alla diretta tv. E' il caso della Gp del Bahrain di Formula 1 per la quale la Rai aveva chiesto la sospensione della diretta, ma Bernie Ecclestone ha detto no. Una decisione condivisa anche dal team manager della Renault Briatore: «E' comprensibile che in Italia ci sia un coinvolgimento maggiore, ma la decisione di fermare tutto lo sport mi sembra che sia molto mediatica...». «Lo stesso Pontefice vorrebbe che la vita di tutti noi andasse avanti normalmente» dice il direttore generale della Ferrari Jean Todt.
Così l'unico gesto vero per il dramma del Santo Padre diventa il cuoricino e la scritta «I love you GP II» sul casco di Jarno Trulli.

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