Venerdì 14 Dicembre 2018 | 10:50

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27 anni fa il Conclave scelse l'arcivescovo di Cracovia

CITTA' DEL VATICANO - Il 16 ottobre 1978, dopo due giorni di conclave, cinque scrutini e tre fumante nere, nel tardo pomeriggio una fumata bianca annuncia al mondo che è stato eletto il nuovo Papa, dopo il pontificato-lampo di Albino Luciani, durato solo 33 giorni.
Comincia allora l'attesa per conoscere il nome dell'eletto, fino a quando alle 18.45, dalla loggia delle benedizioni di San Pietro, il protodiacono Pericle Felici scandisce un nome sconosciuto ai più: Karol (che in latino diventa Carolum) Wojtyla. Qualcuno pensa addirittura che sia un vescovo africano e quando si chiarisce che si tratta dell'arcivescovo di Cracovia, i radiocronisti si precipitano a telefonare all' ambasciata polacca per imparare la pronuncia corretta del nome del nuovo pontefice.
Intanto il prescelto si è già conquistato la simpatia di molti chiedendo scusa per il suo italiano non perfetto e scivolando su quel «se sbaglio mi corrigerete» che passa subito di bocca in bocca e finirà in tutte le cronache dell'epoca. Anche la scelta del nome colpisce favorevolmente: Giovanni Paolo II, nel solco del pontificato di Luciani, la cui brevità aveva costernato i cattolici e gettato nello sconforto i cardinali elettori.
E' questa la parte più nota dell'elezione, 27 anni fa, di Karol Wojtyla, aitante e affabile cardinale polacco, primo non italiano sul soglio di Pietro dopo 455 anni. Ma qualcosa si sa anche della parte segreta del conclave, da quando il 14 ottobre, era un sabato pomeriggio, il collegio cardinalizio si era chiuso nella cappella Sistina per la difficile scelta.
Lo stato d'animo generale era di sbigottimento, per ritrovarsi di nuovo a dover scegliere il Papa dopo la meteora Luciani. Inoltre, specialmente il primo giorno, si respirava un certo sconcerto tra i principi della Chiesa che, si disse, avevano trovato nelle loro cartelle la copia di una intervista alla Gazzetta del Popolo dell' arcivescovo di Genova, Giuseppe Siri in cui questi, - che nel conclave di settembre era stato a un passo dall'essere eletto, - sparava a zero sul Vaicano II e in particolare la collegialità dei vescovi. Secondo alcuni fu quell'intervista, che avrebbe dovuto essere pubblicata un giorno dopo, ma che fu invece anticipata, a precludere definitivamente all'arcivescovo di Genova l'elezione al pontificato.
Da quanto è filtrato su votazioni e clima, di per sè materia segretissima, ci sarebbe stato uno scontro tra lo stesso Siri e l'arcivescovo di Firenze Giovanni Benelli, e vista l' impossibilità a uscire dall'impasse i porporati avrebbero virato su una scelta che aveva tutte le caratteristiche di una svolta: un non italiano, un vescovo dell'Est, quasi sconosciuto anche a molti di loro: tra i porporati era molto più noto un altro cardinale polacco, Stefan Wyszynski, che non Wojtyla.
Subito dopo lo spoglio dei voti, quando Karol Wojtyla nella «sagrestia delle lacrime» (cosidetta dal peso psicologico che l'elezione suscita nei neopapi, ndr) adiacente la cappella Sistina, vestiva la talare bianca, era già diffusa tra i porporati la consapevolezza di aver compiuto una scelta storica. «Percepimmo la scelta di un non italiano - raccontò il cardinale Salvatore Pappalardo - come una scelta di alta levatura, una scelta provvidenziale; un altro elemento positivo fu la rapidità della designazione, una felice intuizione come era stata un mese prima quella di papa Luciani».
Non tutti i cardinali ebbero però questa consapevolezza, visto che allo spoglio delle schede il cardinale Casariego sentendo il nome dell'arcivescovo polacco neppure lo capiva e chiedeva a Siri: «ma chi è questo Botiglia?». E Siri lo zittiva perchè poco distante sedeva l'arcivescovo di Cracovia che dopo poco, ricevendo da Papa il saluto degli elettori, dirà amabilmente a Casariego: «Ora sa chi è Botiglia».
Botiglia era sempre lui, lo stesso giovane arcivescovo che il 14 ottobre era entrato in conclave arrivando sul filo del minuto in Vaticano, subito prima che chiudessero dentro i cardinali, «quasi tirato per le orecchie dallo Spirito Santo», commentarono col senno di poi i suoi elettori, il 16 ottobre di 27 anni fa.

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