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Terri Schiavo, storia di una lunga agonia

NEW YORK - Terri Schiavo, dal febbraio 1990 in persistente stato vegetativo, è stata per 15 anni al centro di una battaglia legale che ha opposto il marito Michael Schiavo ai genitori Mary e Bob Schindler. Ecco le principali tappe della sua lunga agonia.
1990 Il 25 febbraio Terri ha un collasso in casa per uno squilibrio del potassio e le si ferma il cuore quanto basta per provocare danni irreparabili al cervello che la lasciano in stato vegetativo.
1992 Michael Schiavo vince una causa di "malpractise" contro i medici che hanno malcurato la moglie per un totale di un milione di dollari di risarcimento.
1993 Il 14 febbraio Michael e i genitori di Terri hanno uno scontro sui fondi del risarcimento e l'assistenza ricevuta dalla donna. Michael Schiavo inserisce l'ordine 'Do non Resuscitatè (non rianimare) nella cartella medica di Terri e il 29 luglio gli Schindler chiedono in tribunale di togliergli la tutela legale.
1994 La richiesta viene negata.
1998 In maggio Michael chiede di rimuovere il tubo dell' alimentazione artificiale.
2000 L'11 febbraio il giudice Greer accoglie la richiesta di rimuovere il tubo.
2001 Il 24 gennaio la Corte d'Appello conferma la decisione di Greer, che fissa al 20 aprile la data per il distacco. La Corte Suprema della Florida rifiuta di intervenire. Il 24 aprile il tubo è staccato ma due giorni dopo il giudice Frank Quesada ordina di reinserirlo. Schiavo ricorre in appello, la Corte d'appello rimanda il caso a Greer. Greer dà ragione a Michael e gli Schindler tornano in appello con la testimonianza di sette medici che Terri può riprendersi.
Il 3 ottobre la Corte d'appello rinvia senza data il distacco del tubo.
2003 Il 6 giugno il Secondo Distretto della Corte d'Appello convalida la sentenza di Greer di staccare il tubo. Il 7 ottobre il governatore Jeb Bush chiede a una corte federale che Terri sia tenuta in vita ma la sua mozione viene respinta. Il 15 ottobre i medici rimuovono il tubo. In extremis il 21 ottobre il parlamento statale approva la prima cosiddetta 'Legge Terrì che autorizza Bush a intervenire.
Bush ordina che il tubo sia riattaccato.I medici obbediscono.
Il 2 dicembre un esperto indipendente stabilisce che «non c'è ragionevole speranza» che Terri migliori.
2004 Il 23 settembre la Corte Suprema della Florida decreta in settembre che la "Legge Terri" è incostituzionale. Il 22 ottobre Greer rifiuta un nuovo processo chiesto dagli Schindler sulla base delle affermazioni di Papa Giovanni Paolo II secondo cui negare alimenti e idratazione a un disabile costituisce peccato. La decisione è confermata in appello.
2005 La Corte Suprema di Washington rifiuta in gennaio di esaminare un appello del governatore Bush. Il 21 febbraio scadono i termini per la rimozione del tubo ma il giudice Greer autorizza una serie di rinvii. Il 10 marzo Greer respinge un rinvio chiesto dallo stato della Florida e il 16 la Corte d'Appello si rifiuta di fermare la rimozione del tubo. La Camera dei Rappresentanti passa una legge per tenere Terri in vita e così anche il 17 marzo la Camera dello stato della Florida ma non il Senato e il provvedimento statale finisce su un binario morto. Il 19 marzo il tubo per l'alimentazione artificiale di Terri viene rimosso. Il 21 marzo la Camera degli Stati Uniti approva la cosiddetta legge 'salva Terrì, che era già stata votata all'unanimità dal Senato. Con procedura assolutamente eccezionale il presidente George W. Bush la firma nel cuore della notte. Il 22 marzo arriva la decisione del giudice federale di Tampa James Whittemore, il quale non sancisce che venga reinserito il tubo che alimenta la donna. Un nuovo no alla ripresa dell'alimentazione forzata arriva il giorno dopo dalla Corte d'Appello. Contemporaneamente il Senato della Florida boccia una proposta di legge che avrebbe consentito di riprendere ad alimentare Terri. Il 24 marzo la Corte Suprema Usa respinge la richiesta d'urgenza dei genitori di Terri. Nella stessa giornata un giudice statale della Florida respinge la richiesta del governatore dello Stato Jeb Bush e dell'agenzia statale dei servizi sociali d'assumere la custodia di Terri. Il 25 marzo la Corte Suprema della Florida avalla la sentenza del giudice statale che fa divieto allo Stato della Florida d'assumere la tutela di Terri. Successivamente il giudice James Whittemore respinge l'istanza d'urgenza dei genitori per poter riprendere l'alimentazione della donna. I genitori presentano ricorso alla Corte d'Appello federale di Atlanta, contro il verdetto di Whittemore, ma la Corte d'Appello lo respinge. Il 26 marzo il giudice statale George Greer respinge l'istanza dei genitori -che intanto si sono appellati al governatore Jeb Bush, fratello del presidente- per tornare ad alimentare la figlia, alla quale viene intanto somministrata una dose di morfina.
Poche ore dopo tocca alla Corte suprema della Florida respingere un nuovo ricorso. Il 27 marzo, giorno di Pasqua, Terri riceve la comunione. Le sue condizioni cominciano a deteriorarsi il 29 marzo, mentre la donna entra nel 12.o giorno senza alimentazione. Il 31 marzo, a sorpresa, i genitori di Terri tentano nuovamente la carta del ricorso alla Corte suprema per chiedere che venga ripristinata l' alimentazione della figlia. La Corte suprema, con una decisione rapidissima e con una sola frase di motivazione, respinge il ricorso. Terri Schiavo muore.

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