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Il primo allarme dal Giappone 45 minuti dopo la prima scossa

TOKYO - Il primo allarme di tsunami, dopo il violento terremoto di 8,5-8,7 gradi Richter che ha colpito ieri sera alle 23.10 locali (18.10 italiane) di ieri le coste occidentali dell'isola indonesiana di Sumatra, è stato inviato via fax dal Giappone a sei paesi dell'area dell'Oceano Indiano (Indonesia, Thailandia, Malaysia, India, Sri Lanka e Maldive) alle 23.55 locali (18.55 italiane di ieri, 01:55 giapponesi di oggi), 45 minuti dopo il sisma. Lo ha reso noto oggi un portavoce dell'Ufficio sismologico dell'Ente meteorologico giapponese, che nelle settimane scorse aveva annunciato di aver approntato le strutture per un sollecito allarme di tsunami ai paesi dell'area dell'Oceano Indiano. « Abbiamo fatto il possibile per lanciare il prima possibile l'allarme, ma siamo ancora in una fase sperimentale - ha detto il portavoce dell'Ufficio sismologico - nel fax è indicato che c'erano forti possibilità di pericolose ondate di tsunami. L'ora prevista di arrivo dello tsunami sulle coste è stata indicata ai singoli paesi secondo varie fasce, da un minimo di entro un'ora ad un massimo di entro tre ore».
Poco prima dell'invio del fax ai sei paesi, l'Ente sismologico giapponese aveva annunciato alle 1.39 locali di oggi (11.39 ora indonesiana e 18.39 ora italiana di ieri) che non c'era alcun pericolo di tsunami per il Giappone.
«A quanto ci risulta - ha aggiunto il portavoce - le ondate di tsunami rilevate in loco dagli strumenti hanno raggiunto in Sri Lanka e nelle isole Maldive il massimo di 20-25 cm. Ma non è da escludere che in baie interne dell'isola di Nias, la zona più vicina all'epicentro del sisma, lo tsunami sia arrivato a parecchi metri di altezza».
In una conferenza stampa tenuta poco fa il direttore dell'ufficio sismologico Masahiro Yamamoto ha detto di ritenere che il violento sisma di ieri sia collegato a quello devastante del 26 dicembre scorso. « L'epicentro è più o meno nella stessa zona - ha affermato - E' plausibile pensare a scosse di assestamento o ad un nuovo sisma provocata comunque dalla stessa faglia». Il ministero degli esteri giapponese ha reso noto che al momento non ci sono informazioni di danni subiti da connazionali nell'area colpita dal sisma di ieri

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