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Sisma in Indonesia, ci sono circa 3.000 connazionali in vacanza

ROMA - Dopo l' inferno del dicembre scorso nei paradisi delle vacanze il flusso dei turisti italiani verso l' area colpita dallo tsunami ha ripreso con un certo vigore. Ed ora, nella zona tornata a rischio per il nuovo terremoto di oggi, ci sono circa 3.000 connazionali in vacanza in occasione delle festività pasquali. Per diversi di loro è tornata la paura, ma sono tutti in salvo. Anzi: molti dei circa 2.000 che si trovano nelle Maldive e dei meno di 1.000 a Phuket sarebbero già tornati in Italia o sono in viaggio per fare rientro in patria. Le vacanze, per molti, sono infatti finite ieri, con il giorno di Pasqua o oggi, lunedì dell' Angelo.
Nella zona di Phuket, racconta Alberto Corti, il direttore dell' Astoi (l' associazione dei tour operators) che è in contatto costante con la Farnesina, è stata disposta una evacuazione precauzionale delle coste che il 26 dicembre scorso furono flagellate dall' onda killer. Tutti via dalle coste e ai piani alti degli hotels. Ma in serata l' allarme è rientrato. E comunque i turisti della Pasqua nell' area sono meno rispetto a quelli delle vacanze di Natale: le vacanze pasquali sono tradizionalmente più brevi e si prediligono mete più vicine, nota Federica Merlo, portavoce di Alpitour, l' organizzazione specializzata in destinazioni come India e Sri Lanka. Olindo Barletta, presidente comunità Italia-Pukhet, ha riferito che in tanti sono scappati verso le colline. Anche lui è stato raggiunto telefonicamente mentre alla guida della sua auto stava raggiungendo zone ritenute più sicure. «C'è tanta confusione ed è allarme generale. Le strade sono piene di gente, la polizia sta dirigendo il traffico. E' l'una di notte - ha aggiunto - ma sembra pieno giorno». «Le tv locali invitano a non lasciarsi prendere dal panico e le autorità fino ad ora non hanno dato indicazioni di evacuare la zona. So però che molti hanno paura e stanno raggiungendo luoghi alti», conferma Luciano Butti, l' imprenditore italiano dal 1990 in Thailandia. Lo tsunami di Santo Stefano ha distrutto i tre locali che gestiva a Phi Phi Island. «L'allarme stavolta - dice Butti - è scattato per tempo. In dicembre non fu così. Fu un grave errore, perchè migliaia di persone si sarebbero potute salvare».
Di «fuggi fuggi generale» sulle coste indiane del Bengala, tra lo Sri Lanka e Madras, nei villaggi della regione Tamil Nadu, parla un turista italiano, il giornalista torinese Ulisse Averna. Nella zona non ci sono televisori e ben pochi ascoltano radio o leggono giornali, si è comunque sparso il panico. La gente, svegliata nella notte dai pochi che hanno avuto notizia del terremoto di oggi, hanno cominciato a lasciare le case per allontanarsi dalla costa. Chi può ha preso la moto e ha portato i familiari al riparo.
Tutto tranquillo a Mauritius: «C'è attenzione ma non risulta esserci il minimo allarme, anche perchè aerei ed elicotteri stanno monitorando la situazione», riferisce una turista italiana che si trova in un albergo della costa est, dove c'è la maggior presenza di italiani che, ad un sommario calcolo, in questi giorni delle festività pasquali sarebbero circa tremila nella grande isola-paradiso nell'Oceano Indiano.

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