Sabato 15 Dicembre 2018 | 21:41

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Tsunami, a differenza del 26 dicembre, allarme subito

ROMA - Nel dicembre scorso, quando la scossa nell' oceano Indiano causò un maremoto che, abbattendosi sulle coste di molti Stati della regione, provocò la morte di centinaia di migliaia di persone e danni per miliardi di euro, il mondo si fece una colpa per non essere stato in grado di lanciare l' allarme che avrebbe potuto salvare molte vite. Questo non è accaduto oggi, per il secondo violentissimo sisma che ha avuto il suo epicentro a trenta chilometri di profondità a largo dell' Indonesia. Come ha riferito l' agenzia giapponese Kyodo, la possibilità che il violento sisma potesse provocare uno tsunami ha fatto scattare immediatamente l' allarme che, via via, ha riguardato l' Indonesia, la Thailandia e lo Sri Lanka (cioè i tre Paesi che, per il maremoto del 26 dicembre, hanno dovuto registrare il più alto numero di vittime - morti e dispersi - ) e, quindi, la zona delle isole indiane delle Andamane, anch' esse semidistrutte dallo tsunami dello scorso anno. Allarme che è rimbalzato anche dall' altro lato del globo, con il centro per il controllo degli tsunami alle Hawaii, che fa capo all'agenzia federale oceanografica degli Usa (Noaa).
Secondo il centro statunitense, il rischio è quello di uno «tsusnami distruttivo» nell'Oceano Indiano. Non è certo un caso che l' allarme sia stato lanciato dal Noaa, lo stesso che dopo il terremoto del 26 dicembre fu oggetto di violente polemiche per il ritardo con cui avvertì della possibilità che il sisma poteva - per come poi avvenne - generare un maremoto. Oggi gli studiosi del Noaa sono andati anche oltre, consigliando ai governi delle zone che potrebbero essere interessate da uno tsunami di provvedere a evacuare le coste. Le centinaia di migliaia di morti di dicembre hanno, loro malgrado, "insegnato" qualcosa in termini di reazione all' evento calamitoso. All' indomani del maremoto di dicembre in India (15 mila morti tra zona continentale e isole Andamane e Nicobare) è stata attivata una speciale unità per le situazioni di emergenza del Ministero degli Interni, che oggi, dopo il terremoto, si è già riunita.

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