Lunedì 17 Dicembre 2018 | 13:28

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Elezioni regionali - La sfida in Abruzzo

A pochi giorni dal voto per le regionali in Abruzzo c'è ancora un sostanziale equilibrio tra le due coalizioni: quella dell'Unione guidata dall'europarlamentare Ottaviano Del Turco (Sdi) e quella della Cdl con il governatore uscente Giovanni Pace (An).
Il terzo candidato è Fabrizio Bosio della Lista Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini. Altri due candidati, Elio Di Matteo della Lista Democratici Cristiani Uniti e Salvatore Marino candidato per la lista Lega Sud Ausonia, sono stati esclusi dalla Commissione elettorale per insufficienza di firme. Stessa sorte era toccata anche a tre liste (una in provincia dell'Aquila, una a Pescara e l'altra a Teramo) collegate alla coalzione di centro destra e al candidato nel listino del Polo,l'ex campione di ciclismo Vito Taccone oggi segretario regionale del Partito repubblicano italiano.
Nella prima parte della campagna elettorale il dibattito in Abruzzo è stato caratterizzato soprattutto dall'affannata corsa per la presentazione delle liste e dalla vicenda della raccolta delle firme che in Abruzzo sono state condizionate fino a pochi giorni dalla scadenza dei termini dalla vicenda del "terzo polo", la coalizione che l'ex presidente democristiano della Regione, Rocco Salini (FI), fresco di nomina a sottosegretario alla Salute, aveva già presentato con tanto di simbolo e programma. Per far recedere dalla candidatura Salini, che nel 1992 rimase coinvolto con tutta la Giunta regionale per lo scandalo Pop, è dovuto intervenire Berlusconi in persona.
In casa del centrosinistra la vigilia elettorale invece era stata caratterizzata dalla scelta del candidato presidente. In un primo momento i partiti avevano puntato sull'attuale primo cittadino di Pescara, Alfonso D'Alfonso, ma ad impedirne la candidatura è intervenuta una "leggina" varata dall'Assemblea regionale lo scorso mese di dicembre che impone a sindaci, assessori provinciali e amministratori di enti strumentali regionali di candidarsi alla carica di Consigliere regionale di dimettersi dall'incarico all'atto dell'accettazione della candidatura.
La scelta del candidato Governatore-D'Alfonso avrebbe riportato, molto presto, il Comune di Pescara, considerato quello politicamente più importante, al voto dopo appena diciotto mesi. Finora la campagna elettorale,a giudizio degli osservatori politici, è rimasta "strozzata" sia perché il dibattito politico è stato caratterizzato soprattutto da polemiche spesso localistiche sia perché il Governatore uscente, Giovanni Pace, è stato costretto ad un riposo forzato per un'influenza che lo ha bloccato a letto per diversi giorni. Ma c'è da giurarci che fin dalle prossime ore salirà di tono e appassionerà gli abruzzesi.
Del Turco ha scelto come slogan della sua campagna elettorale «Rimettiamo in moto l'Abruzzo» e pone al centro del suo programma i problemi del lavoro, dell'occupazione e dello sviluppo, dei piccoli Comuni, ma anche la necessità di posizionare meglio la regione al centro della politica europea.
Forte della sua esperienza di dirigente sindacale Del Turco preferisce spostare la sfida sui problemi del lavoro e trova nei leader della Margherita Franco Marini e Sergio D'Antoni, con grandi esperienze alla guida della Cisl, i suoi supporter più convinti. Del Turco, 61 anni, è nato a Collelongo (l'Aquila). È stato impegnato per oltre 25 anni nel sindacato. Segratario generale aggiunto nella Cgil di Luciano Lama, De Turco ha anche una lunga esperienza in politica: segretario del Psi, presidente della Commissione Antimafia, ministro delle Finanze nell'ultimo governo Amato, parlamentare europeo.
Giovanni Pace ha tappezzato l'Abruzzo con vistose gigantografie e attraverso una serie di messaggi televisivi insiste su un concetto "fortunato" «Governare con il cuore». Chietino, 72enne, Pace è stato consigliere comunale a Chieti e poi deputato nelle liste di Alleanza nazionale. Nel 2000 è stato eletto Presidente della Regione Abruzzo guidando una coalizione di centro destra e vincendo con uno scarto di quasi duemila voti sul suo avversario Antonio Falconio (Ppi) che alla vigilia veniva considerato vincente.

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