Giovedì 13 Dicembre 2018 | 07:33

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Elezioni regionali - La sfida in Toscana

Unica Regione in Italia fra quelle chiamate al voto il 3 e 4 aprile prossimi, la Toscana andrà alle urne con una nuova normativa elettorale che abolisce il voto di preferenza.
Una scelta nata da un accordo istituzionale fra Ds, Forza Italia e An e su cui si sono ritrovati poi quasi tutti gli altri partiti rappresentati in Consiglio regionale, ad eccezione dell'Udc.
Una norma, quella che abolisce il voto di preferenza, che ha creato alcuni malumori nella società civile toscana: ha destato scalpore, ad esempio, l'invito a non votare per alcuna lista di partito lanciato nei giorni scorsi dalla Compagnia delle Opere, per protestare contro la mancata possibilità di scegliere i candidati.
Accanto all'abolizione della preferenza, la Toscana ha introdotto però le elezioni primarie, per scegliere i 65 consiglieri; ne hanno usufruito soltanto i Democratici di sinistra, mentre gli altri partiti hanno evitato di confrontarsi con l'istituto delle primarie, che sono solo facoltative dal momento che non esiste una normativa nazionale in materia. Sono cinque i candidati che si sfideranno per conquistare la presidenza della Regione Toscana. L'uscente Claudio Martini (Ds) è sostenuto da "Toscana Democratica", la coalizione che comprende Uniti nell'Ulivo, Pdci, Verdi, Udeur, Italia dei Valori e Lista Consumatori; Alessandro Antichi (FI), sindaco di Grosseto, sostenuto da "Per la Toscana", che riunisce FI, An, Udc e Lega Nord; Luca Ciabatti, che corre con "A sinistra per la democrazia", la lista appoggiata da Rifondazione Comunista; Renzo Macelloni, candidato della coalizione "Socialisti-Laici-Liste Civiche", espressione dell'alleanza fra Nuovo Psi, Pri, Pli e alcune liste comunali.
Infine Marzio Gozzoli, che rappresenterà le istanze di Alternativa Sociale. Parte con il favore dei pronostici il governatore uscente Claudio Martini, in una Toscana che da sempre tributa grandi successi elettorali alla sinistra. Anche se, unica regione fra quelle chiamate al voto, in Toscana l'Unione di Romano Prodi non è decollata e Rifondazione Comunista corre con un suo uomo, l'ex Ds e Luca Ciabatti.
Competitività, dialogo sociale, pace e ambiente sono alcuni fra i cardini del programma di Martini, mentre Antichi punta sul rilancio delle infrastrutture e sulla sburocratizzazione della macchina amministrativa «che - accusa - soffoca la piccola e media impresa, motore dell'economia toscana».
Ciabatti focalizza l'attenzione sulla crisi dell'industria toscana e mira a combattere il precariato in campo lavorativo, mentre Macelloni vuole ripristinare la vecchia legge elettorale, con il voto di preferenza.

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