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Elezioni regionali - La sfida in Emilia Romagna

Vasco Errani, governatore uscente, resta favorito in Emilia Romagna sul "civico" Carlo Monaco, diretto avversario sostenuto dalla Cdl, e sugli altri sfidanti. Consapevoli delle difficoltà, i rappresentanti della Casa delle Libertà confidano piuttosto in un avanzamento dei propri candidati e annunciano ottimismo.
Come il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi che augura a Monaco un «buon risultato», migliore almeno rispetto a quello ottenuto dal centrodestra nel 2000. «Un passo determinante - afferma Bondi - per il futuro del nostro Paese». Dello stesso parere il sottosegretario alla Difesa Filippo Berselli e sindaco di Montefiore Conca che dichiara di sapere che «in Emilia Romagna non è facile vincere, anche se in democrazia non si sa mai».
«Come il centrosinistra - dichiara Berselli - spera nel miracolo e quindi di vincere in Lombardia e in Veneto, anche noi possiamo sperare di vincere in Emilia Romagna». Ma se proprio di vittoria si tratterà, Berselli sa bene che comunque le regionali rappresentano una sorta di cartina di tornasole per le politiche del 2006: «Chi vincerà nelle Regioni più popolose - sostiene infatti - avrà più possibilità di vincere l'anno prossimo alle politiche».
Intanto a Bologna nasce il comitato elettorale «Alternativa per Carlo Monaco presidente». A volerlo cinquanta cittadini bolognesi. «I fondatori del comitato - si legge in una nota - sono animati dalla volontà di creare un'alternativa politica alle forze che attualmente dirigono la Regione e sono convinti che il candidato Carlo Monaco abbia le qualità giuste».
Il neonato comitato ha già in calendario alcune iniziative. «Accelerare i tempi e l'efficienza delle procedure amministrative e delle realizzazioni progettuali è una priorità assoluta per la nostra Regione». È questo uno degli impegni di Carlo Monaco, che ha inaugurato da poco sotto le Due Torri il «Monaco point» di via Oleari 4.
Troppe leggi e a carattere troppo generale e astratto, eccessivi peso e ruolo della burocrazia e appesantimento della spesa sociale. Questi, secondo Monaco, i punti deboli del governo del suo avversario, il presidente uscente Vasco Errani. Non solo. Nel documento che contiene le linee guida del programma elettorale di Monaco, intitolato «Critica della Region pura...», Monaco sottolinea in punti che, spiega, «andranno approfonditi in un work in progress», anche la necessità di una «devolution della scuola che superi il carattere rigido e chiuso dell'attuale organizzazione ministeriale» e di una maggiore sussidiarietà tra pubblico e privato che «sia un pilastro su cui fa ruotare tutte le azioni di Governo e non solo un concetto astratto».
A sposare il programma di Errani con convinzione è invece tutto il centrosinistra: dai Ds alla Margherita, dallo Sdi ai Repubblicani europei. Una nota della Federazione dell'Ulivo dichiara che «un ottimo risultato in Emilia Romagna consente di aprire la strada del cambiamento del governo del Paese». Errani, dal canto suo, afferma di non correre «sul centrodestra ma di avere l'umiltà di volersi fare giudicare dai cittadini».
E sul pieno di voti fa appello anche il segretario bolognese dei Ds bolognesi Salvatore Caronna, perché «il risultato avrà un peso anche sul processo della lista unitaria». Nel frattempo i sindacati hanno una proposta per promuovere la coesione sociale contro la precarietà e la solitudine delle persone. Le tre sigle Cgil, Cisl e Uil chiedono a quella che sarà la nuova Regione «di prestare la dovuta attenzione ai cambiamenti sociali e di impegnarsi - si legge in un documento - per ricostruire, a partire dalle comunità locali, legarmi sociali, forme antiche e nuove di solidarietà, percorsi di partecipazione dei cittadini come ad esempio il bilancio sociale e la programmazione partecipata». Le priorità individuate, spiega Paolo Lanna, segretario Cgil dell'Emilia Romagna, «sono i giovani, perché sempre più insicuri e in condizioni di vita precaria; il tema della casa che diviene essenziale: penso che il 2005 debba rendere reale lo slogan "povertà zero"; e, infine, il Fondo per la non autosufficienza».
La valutazione per quanto fatto dalla giunta Errani è positiva («l'investimento sociale della Regione è passato dagli 82,7 milioni di euro del 2001 agli 87,5 del 2005»), e per quanto riguarda il Fondo i sindacati chiedono che ora venga organizzato il sistema e che si potenzi l'assistenza a domicilio pubblica per gli anziani. «Rafforzare il welfare e dare una forte spinta all'innovazione creando due nuovi assessorati ad hoc, ma anche dare il via ad una nuovo ruolo alla Regione in rapporto al territorio».
Sono le tre linee di azione sui quali il candidato del centrosinistra Vasco Errani dovrà puntare per il Governo della Regione Emilia Romagna nel prossimo quinquennio, secondo il coordinatore regionale della Margherita, Marco Monari, che ha presentato alcune proposte dei dielle ad integrazione del programma del presidente uscente, in vista delle consultazioni di aprile.
«La scommessa sul futuro va fatta - spiega Monari - e non bisogna dare nulla di già raggiunto, sebbene consideriamo il lavoro svolto finora da Errani e dalla giunta regionale molto positivo. Non dobbiamo solo vincere, la vittoria deve essere schiacciante e avere un margine quantitativo di consensi che permettano all'Emilia Romagna di poter dare un contributo per la successiva vittoria dell'Unione alle elezioni politiche e a quella di Romano Prodi, per la presidenza del consiglio». Non abbassare la guardia è, dunque, l'appello del coordinatore provinciale che sottolinea come «la campagna elettorale non sia ancora decollata».
«Il nemico numero uno del centrosinistra è il rilassamento e il dato per scontato - avverte Monari - c'è il pericolo di una vittoria per assenza dell'avversario».
Una lista 'in rosà per l'appuntamento al voto del 3 e 4 aprile quella presentata, nella sede del gruppo presso il consiglio regionale dell'Emilia Romagna, da Rifondazione Comunista per la circoscrizione di Bologna. Dei 9 candidati, infatti, ben 6 sono donne. Oltre al capolista Leonardo Masella, capogruppo del Prc in consiglio regionale, e agli altri due uomini, Claudio Bazzocchi e Gianluigi Bettini, le sei candidate del gentil sesso sono: Eleonora Caramelli, Paola Brunetti, Daria Lisi, Serena Marchionni, Alessandra Tundo e Paola Pascolo.
«Una lista con la maggioranza donne - sostiene Leonardo Masella - è un elemento positivo e che non è ancora molto diffuso». L'invito a votare Rifondazione viene spiegato da Masella per la necessità di dare alla Regione un governo «più di sinistra». La destra, infatti, «non ha, per fortuna - prosegue -, alcuna speranza di vincere. E la candidatura di Monaco segna l'evidente difficoltà del centrodestra in Emilia Romagna». E per quanto riguarda la sinistra, «Rifondazione - spiega il capolista - è il partito capace di fare massa critica ed è quello più credibile».

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