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Elezioni regionali - La sfida in Lombardia

Sfida senza grandi duelli in Lombardia tra Roberto Formigoni, deciso a proseguire la sua esperienza decennale alla guida della più grande regione italiana, e Riccardo Sarfatti, in attesa del "miracolo" che consenta di strappare al centrodestra uno dei suoi feudi più consolidati d'Italia. I presupposti per una battaglia dura ci sarebbero stati tutti ma la battaglia tra il candidato della Casa delle Libertà e il suo rivale dell'Unione non è mai decollata. Formigoni resta così il candidato favorito.
E la campagna elettorale prosegue, diversamente che in altre regioni d'Italia, decisamente sotto tono, con pochi grandi appuntamenti con leader nazionali dell'uno e dell'altro schieramento. Silvio Berlusconi parteciperà solo all'inaugurazione del nuovo Polo Esterno di Rho-Pero della Fiera di Milano, previsto per il 31 marzo, e non sarà in Lombardia per altri eventi. Mentre Romano Prodi, che è stato a Brescia due settimane fa con Riccardo Sarfatti, non sembra intenzionato a tornare in Lombardia. Una visita ciascuno hanno programmato poi Francesco Rutelli, Piero Fassino e Fausto Bertinotti mentre il più attivo sembra essere Enrico Boselli che è venuto più volte a sostenere Sarfatti e la lista dell'Ulivo.
Sul fronte opposto si segnala il grande attivismo della Lega Nord, che in Lombardia ha il suo maggiore insediamento elettorale, con un impegno continuo dei tre ministri lombardi Roberto Maroni, Roberto Castelli e Roberto Calderoli. A tenere infine il testimone di An è il lombardo d'adozione Ignazio La Russa.
I due candidati principali comunque non mancano di macinare chilometri girando la Regione in lungo e in largo. Formigoni cerca di battere il "record" del 2000 quando superò Mino Martinazzoli con oltre il 60% dei consensi, mentre Sarfatti ha come obiettivo di riserva quello di ridurre il divario elettorale tra i maggioranza e opposizione in una regione che può spostare anche gli equilibri elettorali nazionali in vista delle elezioni politiche dell'anno prossimo.
Quanto ai programmi, i temi più "caldi" del confronto tra Sarfatti e Formigoni sono quelli che riguardano la sanità, l'emergenza ambientale, l'economia e anche le missioni all'estero del governatore uscente che sono fortemente contestate da Sarfatti. Il candidato dell'Unione propone di eliminare i ticket sanitari in alcuni casi mentre Formigoni risponde che la sanità lombarda è un'eccellenza europea che però ha bisogno delle risorse che vengono dai ticket.
Sarfatti critica poi la politica ambientale seguita dalla Regione nei dieci anni di governo Formigoni affermando che non si sono affrontati con efficacia i temi del traffico e dell'inquinamento mentre il candidato della Cdl sostiene che tutti i valori inquinanti sono migliorati negli ultimi anni grazie anche agli investimenti della Regione Lombardia. Il dibattito sul declino economico del paese non poteva non avere anche un'eco in Lombardia con Sarfatti che accusa di Formigoni di non aver saputo arrestare la discesa di un'economia forte e sana come è storicamente quella lombarda, discesa rappresentata dalle molte aziende in crisi. Formigoni risponde con i dati di una regione che ha un tasso di disoccupazione bassissimo e un alto livello di reddito.
Il candidato dell'Unione cita poi spesso le missioni di Formigoni all'estero, oltre 120 secondo Sarfatti, che però non avrebbero impedito alla Lombardia di diminuire la propria quota di export negli ultimi dieci anni.
Formigoni risponde vantando i contratti delle imprese italiane all'estero scaturiti proprio dalle sue missioni. Sarfatti chiede anche che Formigoni faccia «piena chiarezza» sul caso Onu-Iraq "Oil for Food", chiarezza che Formigoni ritiene di aver già fatto con il suo intervento in consiglio regionale sulla vicenda irachena.
In Lombardia, come del resto a livello nazionale, il centrosinistra promette infine di abolire in caso di vittoria le leggi sulla parità scolastica o sulla sanità, leggi che per Formigoni sono il "fiore all'occhiello" dei suoi dieci anni di governo.

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