Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 17:13

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La lista "Democrazia Cristiana" per ora rimane in corsa: il Consiglio di Stato deciderà il 1° aprile. Ma Scalabrini continua lo sciopero della fame

BARI - Il candidato presidente della Democrazia Cristiana alle regionali in Puglia, Laura Scalabrini, annuncia che continuerà lo sciopero della fame nonostante la odierna decisione del Consiglio di Stato di sospendere sino al 1° aprile prossimo l'esclusione della lista della Dc dalla competizione elettorale.
L'esclusione dalla regionali in Puglia di Scalabrini e della sua lista, chiamata Democrazia Cristiana, era stata decisa dal Tar della Puglia due giorni fa: per pronunciarsi su tale esclusione - adottata in via cautelativa - il Consiglio di Stato deciderà il 1° aprile prossimo, ma intanto ha sospeso l'esecutività della decisione del tribunale amministrativo ritenendo - a quanto rende noto la Democrazia cristiana di Rotondi - che «i contrassegni grafici della Democrazia Cristiana e dell'Udc non presentino elementi di confondibilità».
Il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia aveva accolto due giorni fa la richiesta di sospensiva avanzata contro la candidatura di Scalabrini e della lista "Democrazia Cristiana" sulla base di un ricorso presentato da Potito Perruggini, candidato alle regionali in Puglia nelle liste dell'Udc, in base ad un accordo elettorale stipulato dal leader Marco Follini con la formazione politica Dc che ha come segretario politico nazionale Angelo Sandri.
Per Perruggini, le liste presentate dalla formazione di Rotondi e chiamate "Democrazia Cristiana" sono illegittime. Perruggini ritiene infatti che la formazione di Rotondi non possa chiamarsi "Democrazia Cristiana" anche perché - sottolinea - «è associazione-partito costituita recentemente (solo il 24 ottobre 2004 in Avellino con atto del notaio dott. D'Amore)».
Nella vicenda che oppone la Dc di Rotondi a quella di Sandri e viceversa, è intervenuto ieri anche un pronunciamento della prima sezione del Tribunale civile di Roma che ha respinto un ricorso ex art. 700 presentato dall'on. Rotondi contro il segretario nazionale della Democrazia Cristiana Angelo Sandri per inibire a quest'ultimo l'uso del nome "Democrazia Cristiana". Rotondi aveva presentato tale istanza in qualità di presidente dell'associazione chiamata "Democrazia Cristiana" costituita ad Avellino il 24 ottobre 2004.
Il giudice - secondo quanto reso noto dalla Dc di Sandri - ha rilevato che dalla sommaria istruttoria non appare la sussistenza della legittimazione attiva dell'on. Rotondi, atteso che la Democrazia Cristiana rappresentata da Sandri svolge da anni la propria attività politica in modo continuativo, con l'avvenuta partecipazione - tra l'altro - a vari momenti elettorali svoltisi in varie regioni d'Italia, tanto da poter ritenere ormai stabile la sua attività politica.

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