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Le tappe del ddl di riforma

ROMA - Con l'approvazione di oggi da parte del Senato, un'altra tappa si aggiunge al lungo cammino del ddl di riforma costituzionale. Ecco un breve riepilogo dell'iter del provvedimento, a partire dalla riunione dei quattro saggi della Cdl a Lorenzago che definì la prima bozza della riforma.
23 AGOSTO 2003 - I QUATTRO 'SAGGI' DELLA CDL A LORENZAGO. Riuniti a Lorenzago di Cadore (Belluno), i quattro esponenti della Casa delle Libertà, Andrea Pastore (Fi), Roberto Calderoli (Lega), Domenico Nania (An) e Francesco D'Onofrio (Udc), concludono i lavori sulle riforme istituzionali.
10 OTTOBRE - VIA LIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI AL DDL. Il Consiglio dei ministri dà il via libera definitivo al corpus di riforme istituzionali proposto dal governo. Il premier Silvio Berlusconi chiarisce che il testo all' esame del Parlamento è emendabile, aperto a nuove proposte.
25 MARZO 2004 - VIA LIBERA SENATO. Con 156 sì, 110 no e un astenuto, il Senato approva il ddl di riforma costituzionale. Prevede, tra l'altro, il premierato forte accompagnato dalla devolution, Senato federale e riduzione del numero dei parlamentari. Il primo ministro viene scelto direttamente dagli elettori (anche se il suo nome non sarà stampato sulla scheda), con grandi poteri (nomina e revoca dei ministri, scioglimento della Camera). Alle Regioni viene attribuita la competenza esclusiva sull'organizzazione della Sanità, l'organizzazione scolastica e la polizia locale.
10-12 LUGLIO - EMENDAMENTI IN COMMISSIONE, TAVOLO DELLE RIFORME. L'opposizione presenta in Commissione alla Camera 400-500 emendamenti, ma anche all'interno della maggioranza l'Udc ne presenta circa 50 e An 15. Il segretario dell'Udc, Marco Follini, scrive una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella quale pone dieci condizioni per superare la crisi in atto. Il 12 luglio il premier Berlusconi convoca un tavolo sulle riforme. Il 26 luglio la Commissione Affari costituzionali della Camera approva la riforma del federalismo. Passano due soli emendamenti.
19-20 LUGLIO - BOSSI SI DIMETTE, CALDEROLI MINISTRO. Il 19 luglio Umberto Bossi, colpito l'11 marzo da scompenso cardiaco, opta per il posto di deputato al Parlamento europeo e si dimette dalla carica di ministro delle Riforme e da quella di deputato. Il 20 luglio il presidente della Repubblica Ciampi firma il decreto che nomina il leghista Roberto Calderoli ministro per le Riforme.
12 OTTOBRE - LA CAMERA RESPINGE L'ARTICOLO 24. La Camera respinge l'articolo 24 del testo delle riforme sui poteri del capo dello Stato. I sì sono 211, i no 239, 9 gli astenuti. L'articolo si riferisce alla controfirma degli atti presidenziali. An vota contro e si scontra con la Lega. In serata il chiarimento in un vertice di maggioranza.
15 OTTOBRE - CAMERA, SI' A TESTO MAGGIORANZA CON 295 SI'. La Camera approva il testo delle riforme Costituzionali con 295 sì, 202 no e 9 astenuti. Il premier verrà indicato dagli elettori e avrà il potere di sciogliere la Camera, di nominare e revocare i ministri e determinare la politica generale. Al posto di Camera e Senato vengono introdotte due assemblee con basi elettorali e poteri diversi: una Camera «generalista» e un Senato federale. Nasce la Devolution, che assegna alle Regioni la competenza su sanità, organizzazione scolastica, programmi di studio di «interesse specifico» della regione e polizia amministrativa regionale locale.
11 MARZO 2005 - PRODI, CDL PREPARA DITTATURA PREMIER. BERLUSCONI, UNA FREDDURA. Il leader dell'Unione Romano Prodi afferma che la Cdl con il suo progetto di riforma costituzionale «sta creando le premesse per una moderna e pericolosissima dittatura di maggioranza, anzi del primo ministro stesso». Risponde Berlusconi «si vede che sono in vena di freddure». 17 MARZO - CALDEROLI ANNUNCIA DIMISSIONI. PREMIER RASSICURA. Il ministro Calderoli annuncia di aver rassegnato le sue dimissioni a Berlusconi, spazientito dall'ingorgo che al Senato blocca le riforme e fa mancare il numero legale. Il premier rassicura Calderoli: le riforme passeranno al Senato prima di Pasqua.
23 MARZO - IL SENATO APPROVA. Il ddl sulla riforma della Costituzione è approvato dal Senato con 162 voti favorevoli e 14 contrari. I senatori del centrosinistra, che prima della votazione sventolano in aula le bandiere tricolori, non partecipano al voto. Calderoli annuncia il ritiro delle dimissioni.

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