Giovedì 13 Dicembre 2018 | 07:05

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Il padiglione italiano con il suo satiro danzante incantano Aichi

NAGAKUTE (GIAPPONE) - Nella giornata inaugurale oggi per la stampa internazionale dell'Expo internazionale 2005 di Aichi, il padiglione italiano ha attirato grande attenzione e interesse, confermando le previsioni della vigilia che lo volevano come dei più originali per concezione, contenuti e capacità evocativa, riassunto com' è da un capolavoro artistico d'eccezione e prodigio di tecnologie del restauro qual è la statua del Satiro Danzante.
«E' uno dei più belli tra tutti quelli visitati» è stato il commento di molti giornalisti e invitati, giapponesi e non. «Siamo soddisfatti delle prime risposte e felici di aver realizzato un'opera che premia l'Italia del passato e del presente e le tante Italie che convivono nella penisola. Il tema del padiglione, che è 'Italia, arte del viverè, incarna al meglio il tema centrale dell'Expo di Aichi, la saggezza della natura», ha detto il commissario generale italiano per l'Expo Umberto Donati.

Frutto di una stretta collaborazione tra pubblico e privato, il padiglione, ideato ed coordinato da Gian Piero Jacobelli, progettato architettonicamente da Studio Schiattarella, Sturchio Architets & designers e Studio Calosso, e allestito da Eurostand, è un viaggio di emozioni che si articola su quattro sezione tematiche rappresentative dell'arte del vivere italiana: la «misura», che risponde a ciò che la natura ha insegnato all' uomo e che l'uomo restituisce alla natura con la sua attività produttiva e creativa. La sezione è costruita su una grande vasca d'acqua evocativa del Mediterraneo, all'estremità della quale si erge una sfera in vetroresina di 10,8 metri di diametro, la perla che racchiude, senza ancora svelarlo, il «mistero» del Satiro Danzante, cuore della seconda se0zione centrale della «danza», come ritmo ispiratore della vita individuale e collettiva. La statua la si ammira da un ingresso posteriore, replicata in movimento sulle pareti dalle più recenti tecnologie digitali a tre dimensioni, e può essere percepita anche dai non vedenti, grazie ad una riproduzione curata dall'Istituto centrale del restauro e posta in una saletta a parte.

L'innovazione, unica nel suo genere all'Expo 2005, è stata apprezzata dagli organizzatori che hanno costruito la grande rassegna con una speciale attenzione per i portatori di handicap. La terza sezione è «il piacere», inteso come ritorno alle proprie origini e introduce 10 Regioni italiane, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, con le loro creazioni più tipiche e innovative.
La quarta sezione, « il dono», è una carrellata su oggetti del design italiano per la casa, il bagno, l'illuminazione e l'abbigliamento, vincitori del Premio Compasso dell'Adi, associazione del design italiano.
La vasca della prima sezione misura 600 mq, ha 3.000 metri cubi d'acqua, mossa da 120 pompe sommerse e gli effetti di una cascata alta 9 metri sono frutto dei getti di 3.000 ugelli.

Il padiglione, che vive delle musiche di Franco Battiato e si avvale degli effetti speciali di luce di Giuseppe Rotunno, si conclude con una tipica caffetteria piemontese, collegandosi cosi idealmente con le Olimpiadi invernali di Torino del 2006. Finanziato con una legge approvata all'unanimità dal parlamento, per una spesa di 15, 4 milioni di euro, è impreziosito da quadri e sculture della collezione di arte contemporanea del Ministero degli esteri.
Accanto al Padiglione, c'è il ristorante Dolce Italia, con 180 posti. E' l'unico di tutto l'Expo ad essere gestito direttamente da aziende della ristorazione del Paese partecipante. Organizzato dall'Ice, l'Istituto per il commercio estero, è gestito da un' Associazione temporanea di imprese, composta dalle società Relais Le Jardin di Roma, l'Istituto culinario italiano per stranieri (Icif) e la Kyoi Corporation di Tokyo, che rappresenta uno dei più noti e apprezzati ristoranti italiani in Giappone, la Elio Locanda. Nei sei mesi dell' Expo presenterà, tra l'altro, una sessantina di piatti di sette diverse cucine regionali italiane, ciascuna per due settimane. Mira a far apprezzare ai milioni di visitatori la cultura enogastronomica dell'Italia che in Giappone vive ormai da parecchi anni in fase di boom.

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