Domenica 16 Dicembre 2018 | 12:28

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Riforme a passo di gambero, Calderoli sbatte la porta

ROMA - Senatori della Cdl latitanti dall' aula del Senato e ingorgo dei decreti legge sono le ragioni che hanno indotto stasera Roberto Calderoli al clamoroso gesto delle dimissioni. Al clou della giornata si è arrivati alle 19.03, ma è stata solo l' ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso. Fin dalla mattina i lavori parlamentari di Palazzo Madama si sono preannunciati come quelli del giovedì nero.
Una Conferenza dei capigruppo a fine mattinata non era riuscita a districare l'ingarbugliata matassa di una maggioranza sempre meno propensa a difendere in aula le riforme istituzionali e la devolution e di un ingorgo legislativo dovuto ad almeno quattro decreti legge da approvare prima delle ferie pasquali. L'irritazione del ministro delle Riforme è apparsa evidente fin dalle prime ore del pomeriggio, dopo che nella mattina per quattro volte era mancato il numero legale sui nuovi assetti istituzionali. L'Aula era quindi passata ad altro argomento rinviando tutto a lunedì. Ma il primo giorno della settimana, come Calderoli da esperto senatore sa bene, è quasi sempre inconcludente per il lavoro legislativo. Il Carroccio ha quindi assistito ad una diminuzione a vista d' occhio delle probabilità di incassare l'ambita devolution prima di Pasqua. Nella valutazione di Bossi e della sua compagine di governo, il rinvio avrebbe fatto perdere la faccia al Carroccio, dopo che lo stesso Berlusconi si era impegnato per il secondo via libera prima delle regionali.
A più di un amico nel pomeriggio Calderoli ha assicurato di avere già in tasca le lettere di dimissioni dei colleghi ministri della Lega Nord. Tutti condividevano la protesta clamorosa prospettata dal ministro delle Riforme. Calderoli ha preso le sue decisioni dopo averci pensato alcune ore, non a caldo ma a mente fredda. L'assemblea di Palazzo Madama era rimasta inchiodata stamattina all'art.40. Sono 314 gli emendamenti da votare e almeno quattro i decreti legge che affollano il calendario dei lavori, alcuni dei quali irrinunciabili, come l'election day, la cui mancata conversione in legge potrebbe comportare addirittura l' annullamento delle regionali. Su un altro decreto, quello sui rifiuti, il Governo ha prospettato il voto di fiducia, mentre un altro provvedimento urgente, il decreto omnibus, deve tornare al Senato perchè modificato dalla Camera. Sempre entro la prossima settimana il Senato dovrà dare via libera ad un altro decreto sull' università, mentre in calendario è stata inserita perfino la delega dell'ordinamento giudiziario, rinviata alle Camere dal presidente della Repubblica. Nel pomeriggio di lunedì la Conferenza dei capigruppo aveva stabilito che i senatori discuteranno alcune mozioni sulla Fiat. Il grande affollamento di provvedimenti da licenziare prima della Pasqua e la stanchezza del Centrodestra hanno indotto Bossi a rompere gli indugi e a dare il via libera al gran gesto dI Calderoli, nella certezza che, soprassedendo, il Carroccio non avrebbe ottenuto prima di Pasqua il rispetto degli impegni da parte degli alleati, così come era stato promesso. E' probabile che dopo la scossa di stasera i senatori della Cdl si precipiteranno lunedì stesso in aula dove sono ancora 12 gli articoli da approvare. Anche a costo di rinunciare ad un paio di decreti legge.

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