Domenica 16 Dicembre 2018 | 00:08

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Il criminologo: la nuova azione potrebbe essere risposta scherno a inquirenti

ROMA - Tre anni dopo Unabomber torna a colpire a Motta di Livenza e questo, secondo il criminologo Francesco Bruno, è un elemento «fondamentale» che gli inquirenti dovranno approfondire perchè potrebbe rivelare indizi importanti per arrivare alla cattura del serial killer che da un decennio terrorizza il nord-est.
«Per la prima volta, se si esclude Pordenone, che è però una città e non un paese - spiega - Unabomber è tornato in un posto che aveva già scelto come obiettivo. Questo è un aspetto significativo che non deve essere sottovalutato». E importanti sono anche altre due elementi, che sembrano essere punti fermi di Unabomber: la scelta delle giornate di festa per colpire e l'amore-odio nei confronti della Chiesa.

«Rispetta sempre i suoi tempi e le sue abitudini - sottolinea Bruno - oggi è domenica e ci stiamo avvicinando alla Pasqua. In passato aveva già colpito sia di domenica sia in giorni di festa: alla vigilia di Natale, il 25 aprile, il 2 novembre». E' poi la terza volta che Unabomber colpisce in chiesa. «E' un elemento forte - ragiona il criminologo - , un atteggiamento rituale su cui noi analisti dovremo lavorare. Perché due sono le possibilità: o si tratta di una persona convinta di essere il depositario della vera fede e di dover punire quegli atteggiamenti della Chiesa che lui ritiene inutili, oppure siamo di fronte ad un senza-Dio, un mangiapreti. In entrambi i casi comunque quello tra Unabomber e la religione è un rapporto difficile».

Ultimo elemento da tener presente, secondo Bruno, il fatto che il nuovo attentato si sia verificato a distanza di poco tempo dal precedente, mentre invece Unabomber finora aveva fatto trascorrere un lasso di tempo più ampio tra un'azione e l'altra. «Aver colpito adesso, dopo così poco tempo - conclude Bruno - potrebbe avere il significato di risposta e di scherno agli investigatori e agli inquirenti».
L'ultimo attentato, il serial killer lo ha infatti realizzato meno di due mesi fa, il 26 gennaio a Treviso: un piccolo contenitore di plastica simile a quelli che contengono le sorprese delle uova di Pasqua, scoppiò dopo che un bambino gli aveva tirato un calcio.

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