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La bambina ha cercato di accendere la candela

MOTTA DI LIVENZA (TREVISO) - Il dispositivo usato dall'anonimo attentatore, questa volta, è stato inserito in una candela elettrica votiva all'interno del Duomo di Motta. Verso il termine della messa delle 11, una bambina di 6 anni, figlia di un libraio del paese, avrebbe cercato per due volte di accendere la candela. Dopo due tentativi andati a vuoto la bimba è stata aiutata da una signora. A quel punto l'ordigno è esploso, ferendo la bambina ad una mano e ad un occhio; la piccola è stata trasportata all'ospedale di Treviso con un elicottero.
Indignata la prima reazione del sindaco di Motta, Graziano Panighel: «bisogna prenderlo, è impossibile che nessuno sappia nulla, è ora - ha concluso - di mettersi una mano sulla coscienza».

LA PRIMA RICOSTRUZIONE
Il candelabro che ha originato l'esplosione nel duomo di Motta di Livenza attribuita a Unabomber è molto simile a quelli tradizionali ma, a differenza dei primi, è dotato di un contenitore all'interno del quale sono riposte candele di plastica dotate di una lampadina sulla sommità.
Per accenderne una è sufficiente prelevarla - la sua dimensione è di circa 20 cm di lunghezza per 1,5 di diametro - ed inserirla in un alloggiamento cilindrico sopra il corpo del candelabro, nel quale si trovano due elettrodi. Quando i poli della candela si mettono in contatto con gli stessi, la lampadina si accende automaticamente (senza cioè operare altre manovre come la pressione su un pulsante o l'inserimento di una moneta) e rimane attivata fino a quando - in genere verso sera - il sacrestano le ripone nel distributore.
La piccola, che si trovava in chiesa con la madre, secondo i testimoni avrebbe dapprima cercato di inserire una candela ma, data la difficoltà, avrebbe scelto di cambiarla con una seconda. Anche in questo caso i suoi sforzi sarebbero stati vani se, in suo aiuto, non fosse giunta una signora di circa 45 anni, sempre residente nel centro di Motta.
La pressione praticata dalla donna, nel terzo tentativo, è stata sufficiente a collegare gli elettrodi della candela con i poli alimentati a bassa tensione (12 V) del dispositivo e ad innescare quindi il dispositivo deflagrante contenuto nella candela modificata. La bimba è stata ferita gravemente alla mano e ad un occhio. La donna è stata trasportata all' ospedale di Oderzo (Treviso) in ambulanza ma, a quanto si è appreso, sarebbe soltanto stata raggiunta da due piccole schegge di plastica al volto ed ora manifesta principalmente un forte stato di choc, ma secondo i medici potrebbe essere dimessa già in giornata. Una terza persona, che avrebbe assistito alla scena, vedendo il sangue proveniente dalle ferite alla mano della bambina avrebbe perso i sensi.

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