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Aperta una serie di inchieste

LECCE - È da alcuni anni oggetto di varie inchieste, ma soprattutto dall'epoca della sua trasformazione in Centro di permanenza temporanea, il centro Regina Pacis di San Foca di Melendugno, diretto da don Cesare Lodeserto e dipendente dalla Curia di Lecce. Dal dicembre scorso ad ogni modo il Centro di Lecce non è più un Cpt, su richiesta dello stesso arcivescovo di Lecce, mons. Cosmo Francesco Ruppi.
Oltre a due-tre indagini per maltrattamenti, per una delle quali don Cesare è già a giudizio, è in corso anche un'indagine sulla gestione dei fondi pubblici assegnati al Regina Pacis, indagine che ha coinvolto lo stesso mons. Ruppi, prosciolto dopo mesi di indagine nell'ottobre 2004.
Don Cesare è a giudizio, dinanzi ai giudici della seconda Sezione penale del Tribunale di Lecce, per presunti maltrattamenti a 17 maghrebini ospiti nel centro "Regina Pacis" di San Foca di Lecce. Imputate con Lodeserto sono altre 18 persone: volontari, operatori, carabinieri e medici in servizio nel centro. Per tutti l'accusa, a vario titolo, è di lesioni, abuso di mezzi di disciplina e falso. Il processo costituisce l'appendice di un'inchiesta avviata nel dicembre 2002 dal sostituto procuratore della Repubblica Carolina Elia, dopo la denuncia sporta da un gruppo di maghrebini su presunte violenze subite da parte di carabinieri e dei responsabili del "Regina Pacis", durante un tentativo di fuga del 23 novembre del 2002 messo in atto per evitare il rimpatrio.
Un'altra indagine - che sembra sia quella che oggi ha portato l'arresto - riguarda il fatto che don Cesare avrebbe cercato di trattenere nel Centro donne moldave che invece volevano allontanarsene.
Don Cesare Lodeserto e il Centro Regina Pacis in tutte le vicende che li hanno coinvolti hanno comunque sempre avuto la solidarietà di tutte le parti politiche: solo da parte dei gruppi di solidarietà con gli immigrati accompagnati spesso dal deputato dei Verdi Mauro Bulgarelli ci sono state varie manifestazioni contro l'attività del Centro. Dai partiti del centrosinistra qualche critica alla trasformazione in Centro di permanenza temporanea di quello che era nato come un centro di accoglienza e che tale è tornato dall'inizio del 2005.

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