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Un eco-sportello per promuovere la natura senza violare l'ambiente

ROMA - L'impresa natura entra nei Parchi. La rete delle aree protette italiane rappresenta infatti una delle attività economicamente produttive nazionali con più potenzialità di sviluppo. Nasce così l'idea di dotare i Parchi uno Sportello Unico che, come accade già ora per le imprese fuori dalle zone protette, possa occuparsi di autorizzazioni e di pratiche burocratiche tutto in stile eco. L'idea è del Formez che ha presentato la sfida dell'eco-sportello nell' incontro organizzato a Roma «Dall'iter alle reti: sportelli unici per le attività turistiche ed economiche legate all' ambiente». Il progetto, ancora in fase di test, rientra nell' ambito dei sistemi regionali di supporto alle imprese attraverso gli sportelli unici (Sister).
L'eco-sportello non sarà dedicato solo alle autorizzazioni ma alla promozione fino alla consulenza e all'informazione nel nome però dello sviluppo sostenibile e senza mai dimenticare il leit-motiv di base, quello della tutela dell'ambiente.

«La prossima sfida dello Sportello Unico, per il Formez ha sottolineato Francesca Ferrara, responsabile dello Sportello Impresa del Formez - è riuscire a coniugare l'ambiente e la sua tutela con lo sviluppo sostenibile delle attività turistico-ricettive». Una sorta di «certificazione di qualita» che attesti la sostenibilità delle strutture turistico - ricettive all'interno delle aree protette.
E le prospettive sono numericamente a favore dello Sportello Unico. Nel 2003, secondo gli ultimi dati disponibili, il giro d'affari del sistema di protezione della natura ha superato il miliardo di euro, 30 i milioni di visitatori l'anno. Il network della tutela riguarda 23 Parchi nazionali, 128 Parchi naturali regionali, 145 riserve naturali statali, 370 riserve naturali regionali, 24 aree marine protette, 137 altre aree naturali protette per una superficie complessiva di circa 3.265.000 ettari. Un sistema che interessa 2.765 comuni.

Forte il risvolto occupazionale. «Sono 80.000 le persone impegnate nei parchi - ha detto il direttore di Federparchi, Giuseppe Rossi - 20.000 come addetti diretti e indotto stretto mentre 60.000 occupate nell'indotto più allargato che va dal turismo all'agricoltura all'artigianato e ai servizi». Numeri che «viste le enormi potenzialità a medio termine - ha dichiarato il direttore di Federparchi - potrebbero anche raddoppiare». «Con lo Sportello Unico - ha proseguito Rossi - si conferma la nostra idea che la tutela dell'ambiente è uno strumento importante per produrre attività economico-produttive e riscattare queste popolazioni».

La prima ricognizione di fattibilità dell'eco-sportello è stata fatta sul Parco Nazionale d'Abruzzo caratterizzata da livelli di naturalità molto alti. Dalla ricerca compiuta, ha rilevato Formez, è emersa la necessità di uno Sportello Unico in grado di risolvere alcune questioni prioritarie. Tra queste, rileva il Formez, «l'esigenza di avviare un potenziamento delle strutture organizzative che operano all'interno degli Enti Parco per una loro maggiore efficienza e l'esigenza di combattere le farraginosità delle procedure burocratico-amministrative».
«Dare una specializzazione ambientale allo Sportello Unico - ha infine sottolineato Pierfrancesco Milana, responsabile tecnico del progetto Sister - significa avere uno Sportello evoluto in grado di attivare rapporti, servizi e accessori al turismo senza impattare sull'ambiente anzi regolando le attività richieste soprattutto in ambienti caratterizzati da miriadi di piccoli comuni».

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