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Il dolore di Giuliana Sgrena, costretta in una stanza dell'ospedale militare del Celio i funerali di Calipari li ha seguiti attraverso la televisione

ROMA - E' stata l'ultima a vedere vivo Nicola Calipari, l'uomo che facendole scudo con il proprio corpo le ha salvato la vita per la seconda volta. Oggi, è stata l'unica a non poter dare l'ultimo saluto all'agente del Sismi che l'ha strappata dalle mani dei rapitori che l'hanno tenuta prigioniera a Baghdad. L'unica che non ha potuto varcare la soglia della basilica di Santa Maria degli Angeli. Giuliana Sgrena, costretta in una stanza dell'ospedale militare del Celio i funerali di Calipari li ha seguiti attraverso la televisione.
Sola, chiusa nel suo dolore. Senza neanche il suo compagno, Pier Scolari, senza suo fratello Ivan, che al suo posto hanno invece assistito, insieme ad altre migliaia di persone, alla cerimonia funebre dell' «eroe vittima di una guerra senza nome», come l'Osservatore Romano ha definito oggi l'agente del Sismi. «Saremo riconoscenti per sempre a Nicola Calipari, e ci sentiamo quasi in colpa per quello che è successo». Dirà Ivan Sgrena ricordando la figura del liberatore della sorella proprio mentre il feretro sfilava tra la folla.
Giuliana, che ha abbracciato e pianto con Nicola Calipari, felice per la sua liberazione, oggi nel silenzio rotto solo dalla telecronaca dei funerali, ha pianto per lui. Per la sua morte. E la ferita alla spalla le deve essere sembrata nulla di fronte al dolore della perdita che accompagnerà per sempre la moglie e i figli di Calipari. Ma anche i tantissimi colleghi e amici. E che la farà vivere con il ricordo dell'uomo che l'ha salvata due volte e al quale non ha potuto dire grazie per l'ultima volta.
Il bollettino medico, a conclusione dei consulti odierni, racconta che «La paziente è in buone condizioni generali. Si alimenta regolarmente, ed è senza febbre». Il freddo rapporto sanitario non può menzionare il dolore. Quello è chiuso dentro Giuliana, per sempre.
Dopo i funerali di Calipari, Giuliana ha ricevuto alcune visite nonostante il parere dei medici fosse quello di riposarsi, di non affaticarsi visto che fin dai primi momenti del suo arrivo in Italia non ha avuto pace per il continuo via vai. Ma oggi, ancora visite. Nel primo pomeriggio a varcare la soglia del Celio è stata Simona Torretta, la volontaria anch'essa rapita e poi rilasciata in Iraq. La giovane che, come Giuliana, era in Iraq per la pace e contro la guerra e che, come lei, è stata costretta alla prigionia. Che, come lei, ha vissuto la paura di non poter tornare libera ma che è tornata sana e salva grazie alle capacità di Callipari e dei suoi uomini.
Prima di lei, immediatamente dopo aver presenziato ai funerali dell'agente del Sismi, ad incontrare Giuliana è stato il leader dell'Unione Romano Prodi accompagnato dal sempre presente, Pier Scolari. «Romano Prodi si è fatto raccontare da Giuliana i dettagli di ciò che è successo in Iraq» spiegherà poi il compagno della Sgrena aggiungendo che «Il presidente dell'Unione ha concordato sull' inspiegabilità della vicenda».

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