Lunedì 17 Dicembre 2018 | 06:43

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«Vorrei che Nicola restasse un dono per tutti»

CITTA' DEL VATICANO - «Vorrei che Nicola continuasse ad essere un dono per tutti». Lo afferma don Maurizio Calipari, fratello del poliziotto ucciso dopo aver liberato Giuliana Sgrena, a One O Five Live, il canale in Fm e Internet della Radio Vaticana, raggiunto poco prima dei funerali di Stato del fratello Nicola.
«Vorrei che mio fratello fosse un esempio concreto che dice che dare la vita , anche se costa tutto, anche a costo della Croce per l'esperienza di ciascuno di noi, non rimanga senza frutto». «Vorrei dire che davvero si compia il Mistero cristiano per il quale dalla morte nasce la vita. Nicola è un esempio concreto che vorrei che tutti noi portassimo non solo come esempio ma come punto di riferimento e valore sul quale orientare il nostro cammino».
«Sono inoltre sicuro, dal momento che conosco le sue radici, le radici della sua formazione giovanile, molto legata anche agli scouts nei quali ha fatto un lungo cammino di formazione e nei quali ha assunto poi ruoli di responsabilità, sono sicuro che queste radici hanno sempre costituito per lui un continuo punto di riferimento».

«Era un tipo molto onesto, riservato, non amava manifestare con grandi segni o platealmente neanche la sua fede. La viveva in modo molto personale. Ma sono sicuro che proprio quei valori, quelle radici cristiane che lo hanno sempre guidato, lo hanno portato a questo gesto di generosità e altruismo fino alla fine. Sono sicuro che il frutto anche di quel cammino».
«In questi momenti - prosegue don Maurizio alla Radio Vaticana - si affollano tanti sentimenti e tanti ricordi. Eravamo due fratelli, quindi c'è anche un legame particolare, di un bene molto grande. Credo che mio fratello abbia concluso la sua esistenza qui in terra come ha vissuto. E' stata, vorrei dire, la conclusione quasi naturale anche se estrema di tutto l' impegno che ha vissuto durante tutta la sua vita nel suo lavoro in cui ha creduto fermamente fin dall'inizio. Un profondo senso di servizio alla comunità umana e allo Stato ed ha sempre fatto con tutto se stesso, senza risparmiarsi e mi ha lasciato, anche personalmente, questo senso forte di come davvero dare la vita per gli altri possa essere il grado più alto del proprio servizio». «Per questo, mi sento anche grato a lui per quello che Nicola lascia a tutti come ultima testimonianza».

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