Sabato 15 Dicembre 2018 | 01:30

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L'ira del presidente Ciampi

Carlo Azeglio Ciampi NAPOLI - «Come tutti gli italiani, ora attendiamo che questa vicenda, dolorosa e tragica, venga chiarita», dice Carlo Azeglio Ciampi, alzando la voce. Il presidente della Repubblica invoca il chiarimento che ancora non c'è stato, il giorno dopo il tragico epilogo della liberazione di Giuliana Sgrena.
Ciampi si trova a Napoli. Ha appreso la tragica notizia dell'uccisione di Nicola Calipari mentre dava inizio alla due giorni di colloqui con il presidente tedesco Horst Koehler. Da qui, in mattinata, con accanto l'illustre ospite, rilancia tutti gli interrogativi posti dal tiro incrociato americano sull'auto che trasportava verso l'aeroporto di Baghdad, dove era in attesa l'aereo per Roma, la giornalista del "Manifesto" appena liberata e gli uomini del Sismi che l'avevano presa in consegna dai sequestratori. Domande implicite nella richiesta del presidente. Perché il posto di blocco Usa ha trattato quell'auto come un mezzo ostile? Perché la comunicazione data dall'ambasciata di Baghdad alle autorità militari sull' imminente transito di quella vettura si è rivelata inutile? Domande che già il presidente del Consiglio Berlusconi ha indirizzato alla Casa Bianca tramite l'ambasciatore Sembler.
Ciampi ha vissuto da Napoli questa nuova tragedia nazionale. Oggi avrebbe voluto essere a Roma a dare il benvenuto a Giuliana. Si è fatto rappresentare dal segretario generale del Quirinale, Gaetano Gifuni. Ma ha fatto sentire la sua voce nella conferenza stampa in cui, insieme a Koehler, ha illustrato la Dichiarazione comune con cui entrambi indicano la ratifica della Costituzione europea come «il più urgente compito europeo per tutti gli Stati membri» dell'Unione europea.
Poi, quando è stato confermato che in serata sarebbe atterrato a Roma l'aereo con la salma di Nicola Calipari, ha deciso di esserci, a costo di un piccolo strappo al protocollo, che prevedeva di dare il congedo al presidente tedesco domattina a Napoli.
A Calipari, il capo dello Stato ha intanto dato atto di aver compiuto «un atto eroico» per salvare a costo della sua vita quella di Giuliana. Gli conferirà, ha annunciato, una medaglia d'oro alla memoria. Intanto, alla moglie e ai due figli ha dichiarato la sua solidale vicinanza «con profondo affetto».
Domani probabilmente Ciampi si recherà al Celio, a trovare i due uomini del Sismi rimasti feriti, ad abbracciare Giuliana Sgrena, a sincerarsi del suo stato di salute. Ha detto che si aspetta di trovarla «provata da vicende così drammatiche». Vuole augurarle di persona un pronto ristabilimento. Vuole anche ascoltare la sua versione dei fatti.
Ci sarà tempo poi per chiarire altri aspetti della questione che al Quirinale sembra non siano andati troppo a genio, aspetti che finora non sono stati sottolineati per carità di patria.
A partire dall'informativa data in due tempi da Palazzo Chigi: tempestivamente quella della liberazione, con un certo ritardo quella del tragico conflitto a fuoco. Sembra che Ciampi abbia ricevuto la prima telefonata del sottosegretario Gianni Letta intorno alle 18,30 prima che l'auto con Giuliana a bordo partisse verso l'aeroporto. Invece, del conflitto a fuoco e della morte di Calipari Ciampi sarebbe stato informato poco prima delle 20, mentre la notizia cominciava a filtrare da varie fonti.
Alberto Spampinato

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