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MILANO - Prodotti «marci». Di quelli che «nemmeno i maiali mangiano». Sono gli stessi arrestati a parlare così della cattiva qualità del latte venduto dall'organizzazione sgominata dalla Squadra Mobile e dalla Guardia di Finanza con sei arresti. Dalle numerose intercettazioni effettuate in quasi un anno di indagine emerge un quadro inquietante in cui i componenti della banda di «taroccatori» parlano di batteri, ammoniaca e contaminazioni.

In una di queste il francese sfuggito all'arresto parla con Francesco Pergola, considerato la mente dell'organizzazione, proprio di ammoniaca: «se riesci a risolvere il problema, nel senso che trovi alcuni clienti dei tuoi che non si fanno scrupoli per l'ammoniaca possiamo arrivare a farti del latte a 205...». Se usare l'ammoniaca diventava tecnicamente difficile, l'adulterazione del latte poteva tranquillamente essere portata a termine con l'aggiunta di acqua e sale come Pergola chiede a Marco Tellini: «Puoi aggiungere un po' di acqua e sale o no?» e Tellini «ma quello si può fare», Pergola «... Aggiungiamo 30 quintali...» ma Tellini preoccupato «trenta sono troppi, venti…».

Le adulterazioni creavano problemi e inconvenienti agli stessi taroccatori: le sporigini. Un batterio spiega uno degli arrestati che «anche se lo vai a sterilizzare un'altra volta non muore, anzi si sviluppa ancora... è una cosa da stare molto in campana». Del resto lo stesso Tellini spiega che l'origine del batterio è proprio nell'adulterazione: «dentro nel latte ci mettono della roba che è già vecchia, pastorizzata, risterilizzata...».

Le sofisticazioni facevano guadagnare moltissimo al gruppo tanto da poter permettere a Pergola di allestire un nuovo stabilimento a Ludriano di Roccafranca (Brescia) e di criticare quello di Mantova sequestrato dalla magistratura: «adesso che sto mettendo su una mia fabbrica - diceva Pergola all'uomo francese sfuggito all'arresto - mi rendo conto che la fabbrica di Mantova è uno schifo anche come è fatta, è fatta in modo catastrofico ed è piena di contaminazioni».

Sulle tossicità dei prodotti si dovrà aspettare i risultati delle analisi che sono state effettuate dalla Polizia Scientifica e dall'Ispettorato repressione Frodi ma il gip firmando l'ordinanza di custodia cautelare afferma che le adulterazioni avvenivano con «modalità igienico sanitarie tali da rendere i prodotti finali pericolosi per la salute pubblica».

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