Sabato 15 Dicembre 2018 | 19:35

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«Operazione Viva Villa - Un monito al sistema del privilegio e del dominio»: si intitola così la rivendicazione degli attentati alle caserme dei carabinieri di Milano e Genova

GENOVA - «Operazione Viva Villa - Un monito al sistema del privilegio e del dominio»: si intitola così la rivendicazione degli attentati alle caserme dei carabinieri di Milano e Genova e di un attentato non avvenuto (fallito o solo tentato) al Teatro Ariston di Sanremo.
Il documento è composto di due pagine fittamente scritte al computer, con un carattere molto piccolo. E' stato inviato per posta prioritaria al Secolo XIX di Genova, al Tirreno di Livorno ed alla sede centrale dell'agenzia Ansa a Roma, che l'hanno ricevuta stamani. E' stata spedita, quindi, nella giornata di ieri, prima che gli ordigni scoppiassero. L' estensore della rivendicazione conosceva l'ora alla quale erano stati programmati i timer.
La prima pagina contiene la rivendicazione vera e propria, firmata dalla «Cooperativa artigiana Fuoco e Affini (occasionalmente spettacolare)» e dalla «Brigata 20 luglio», la seconda una presentazione della «Federazione anarchica informale» (Fai), l' organizzazione alla quale appartengono i primi due gruppi.
La rivendicazione si apre con un titolo in caratteri grandi, «Allarme bomba, consegnare subito ai carabinieri, non è uno scherzo». Segue l' elenco dei luoghi dove gli ordigni sono esplosi (o avrebbero dovuto esplodere), con l' indicazione del tipo: «ordigno incendiario» alla caserma dei carabinieri di Genova Prà, «pentola a pressione piena di clorato» a Genova Voltri, «tubo metallico + dinamite» a Milano, «scatola elettrica + dinamite» al Teatro Ariston di Sanremo durante la diretta del Festival (ma nel teatro non è stato trovato nulla).
Il testo della rivendicazione ha come titolo in stampatello «Operazione Viva Villa - un monito al sistema del privilegio e del dominio». Il documento punta soprattutto su Sanremo: «oggi - è scritto - abbiamo scelto il palcoscenico, per ricordarvi la realtà dei fatti contro le vostre tranquillanti, democratiche false certezze».
I «fatti» secondo gli anarchici sono le presunte torture e vessazioni contro i detenuti italiani. «Abbiamo utilizzato il frivolo scenario dello spettacolo "più amato dagli italiani" - prosegue la rivendicazione - per veicolare un messaggio di libertà e solidarietà a tutti i prigionieri».
Gli anarchici della Cooperativa annunciano che seguiranno l' esempio del Movimento Resistenza rivoluzionaria sarda, che il 25 gennaio scorso ha colpito la casa di un carabiniere a Quartu Sant' Elena (Cagliari) e il carcere di Cagliari.
Viene poi augurata «Gioia e libertà» per una serie di detenuti anarchici. Il primo foglio della rivendicazione si conclude con la frase «Questa campagna è dedicata a Marcello Lonzi ragazzo ucciso durante un selvaggio pestaggio nel carcere di Livorno».
Nella seconda pagina della rivendicazione si spiega che la Fai è una entità parcellizzata e priva di capi e strutture, formata da piccole cellule che agiscono autonomamente, solidali le une con le altre, ma con scarsi rapporti, per limitare i danni di infiltrazioni delle forze dell' ordine. L' obbiettivo comune è l' abbattimento dello stato borghese attraverso la lotta armata. Viene rifiutata l' organizzazione rigida del partito armato marxista-leninista e la vita in clandestinità dei militanti.
Il documento termina con l' elenco delle sigle che aderiscono alla Fai. Oltre a «Cooperativa Artigiana Fuoco e Affini (occasionalmente spettacolare)» e «Brigata 20 luglio» (data della morte di Carlo Giuliani, il giovane ucciso al G8 da un carabiniere), ci sono "Cellule contro il capitale, il carcere, i suoi carcerieri e le sue celle", "Solidarietà Internazionale", "Cellule Armate per la solidarietà internazionale" e "Cellule insorgenti metropolitane".

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