Giovedì 13 Dicembre 2018 | 16:46

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Iraq - Florence Aubenas, giornalista appassionata

PARIGI - Niente di quel volto sorridente, bello, pieno di vita e di coraggio, che compare nei ritratti diffusi in decine di piazze francesi ed italiane, accanto a quello di Giuliana Sgrena.
Il video rilanciato oggi da emittenti di tutto il mondo mostrano un' altra Florence Aubenas: una donna molto provata, quasi distrutta fisicamente da 55 giorni di prigionia con le guance scavate, occhiaie profonde, occhi lontani e quasi nascosti dai capelli.
Il video non è stato trasmesso in Francia dalle principali emittenti televisive nazionali - Tf1, Lci, France 2 e 3 - per scelta redazionale. Si sono limitate a mostrare un fermo immagine del video. A diffonderlo è stata invece Euronews, l' emittente televisiva europea, che trasmette anche in francese.
Drammatico e toccante, il video è la prima prova che Florence è viva. Di lei - 44 anni, inviata speciale del quotidiano francese Liberation - e del suo interprete iracheno, Hussein Hanun, non si sapeva assolutamente dal 5 gennaio, giorno del loro rapimento, quando scomparvero come inghiottiti nella polvere insidiosa di Baghdad. Era arrivata in Iraq il 16 dicembre per scrivere delle elezioni e dei reduci di Falluja. Un argomento, quest' ultimo, che aveva appassionato anche la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena.
Eppure alle situazioni difficili, pericolose, borderline, Florence era abituata. Cronista scrupolosa, non embedded, era stata inviata in Ruanda, nel Kosovo, in Algeria, in Afghanistan. Zone difficili da 'coprirè.
L' anno scorso aveva seguito ad Outreau, in Francia, un processo per pedofilia che ha fatto tanto discutere, anche perchè dieci dei 17 imputati sono stati prosciolti dopo aver passato mesi in carcere. E uno degli appelli per la sua liberazione, diffuso nelle settimane scorse dalle emittenti francesi, era proprio di una donna, poi riconosciuta innocente, che ne rivendicava la grande professionalità ed umanità. Era molto interessata agli avvenimenti iracheni e con la tunisina Sihem Bensedrine ha scritto, nel 2003, «Lettera ad una amica irachena (scomparsa)». Il direttore di Liberation, Serge July, ne parla come di una giornalista «molto esperta». Il capo della redazione, Antoine de Gaudemar, di una «grande professionista, abituata alle zone di rischio». Una cronista appassionata e di talento.
Nata nel 1961 in Belgio, di nazionalità francese, Florence si è diplomata al Centro di formazione dei giornalisti. Ha lavorato al Matin, al Nouvel Economiste, prima di arrivare a Liberation nel 1986. Nel quotidiano della gauche francese aspettano che torni.
Fausto Belia

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