Sabato 15 Dicembre 2018 | 07:38

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Fusilli: «I parchi hanno bisogno di risorse»

Matteo Fusilli, presidente Federparchi «La sostenibilità ambientale è il sogno degli ecologisti, ma oggi è la necessità per garantire il futuro al nostro Paese», Matteo Fusilli presidente di Federparchi alla vigilia dell'inaugurazione della terza edizione di 'Mediterre', traccia lo scenario di riferimento all'interno del quale si muovono le strategie ambientali italiane ed internazionali, con un occhio di riguardo a quanto succede in Puglia e Basilicata.
«La valorizzazione del turismo italiano, la salvaguardia della nostra cultura come volano per la crescita economica nazionale e locale devono necessariamente passare attraverso il sostegno delle aree naturali protette - sottolinea Fusilli -. Il concetto di Parco sta cambiando in questa direzione ed è arrivato il momento di porre le politiche ambientali in prima fila nelle strategie di gestione, come stanno facendo altri paesi europei. In quest'ottica è importante il momento di confronto che si avvia con Mediterre, ma è ancora più importante che si stenda una rete mediterranea dei parchi perché questo confronto continui anche oltre la chiusura della fiera, dal 7 marzo in poi».

Solo l'area mediterranea conta 37 milioni di ettari di aree protette, il 4,3% del territorio complessivo dell'ecoregione, un settore fortemente inurbato e per questo soggetto a rischi ambientali tra i più devastanti, non ultimo l'essere obiettivo primario del turismo internazionale, risorsa e nello stesso tempo elemento di potenziale disturbo per la biodiversità. «Il Mediterraneo è un mare chiuso - spiega Fusilli - soffre per processi di ricambio più lenti rispetto gli oceani ed è chiaro che necessiti di politiche di conservazione condivise e lungimiranti a difesa della biodiversità».
Il Mediterraneo, culla di civiltà, con la Puglia protesa al centro del sistema si propone come momento di riflessione per la più corretta gestione delle aree protette, una sfida per proporre ed attuare azioni di cooperazione internazionali, senza le quali si rischia di mettere in ginocchio l'ambiente mediterraneo e la nostra stessa economia.
«La nuova funzione dei parchi è di laboratorio per sperimentare prassi di sviluppo sostenibile da esportare anche oltre i loro confini - mette in risalto il presidente di Federpachi - non è più pensabile immaginare le aree protette come recinti chiusi. Bisogna uscire dall'ottica di 'insularizzazione' ed aprirsi all'impresa, alla popolazione, al turismo. Però c'è bisogno di programmare gli interventi più idonei per sostenere lo sviluppo».

L'istituzione delle aree protette ha spesso dovuto subire le barricate alzate dai residenti in contrasto con la volontà degli ambientalisti. Un iter «storico» che ha coinvolto anche in Puglia la recente storia del Parco della Murgia o dieci anni fa quella del Parco del Gargano, in un conflitto che continua tutt'ora tra tira e molla per i confini: tra comunità che ne vogliono uscire ed altre entrare. «Bisognerebbe avere la capacità e possibilità di spiegare come un'area protetta può essere una risorsa economica per il territorio - spiega Fusilli - ma per farlo servono risorse, proprio quelle che mancano. Il Governo nel 2004 ha tagliato del 20% i finanziamenti ai parchi nazionali, le Regioni non hanno risorse sufficienti, come si fa a lavorare in questa situazione? Gli inglesi hanno un motto che recita: 'la conservazione senza soldi è conversazione', in pratica rischiamo che le nostre risorse verdi diventino chiacchiere da salotto».
C'è bisogno di risorse per avviare una seria politica di sviluppo sostenibile, scelte che trasformino il Paese in un'industria consapevole delle proprie potenzialità. «In questi anni la Basilicata ha lavorato molto bene come scelte ambientali, grazie anche a fondi comunitari - evidenzia Fusilli - la Puglia è più indietro, ma può recuperare, magari partendo dal progetto del Parco delle Gravine che a cavallo tra le due regioni può diventare un obiettivo concreto di crescita per il turismo locale. E' necessario lo sforzo concentrato di tutti per lavorare in coerenza e collaborazione».

«Mediterre» può essere il punto di partenza, tanto più che quest'anno la vetrina fieristica ha un partner in più con la contemporanea «Conferenza nazionale delle agenzie ambientali» che si svolge itinerante tra Basilicata e Puglia, un momento di confronto in più, si spera proficuo.
Rita Schena

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