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Aiuti ai bambini del Sudan

«Datemi una mano per il dramma del Darfur, aiutatemi a togliere il cono d'ombra che è calato su quell'area. Lo chiedo con il cuore». E' un Paolo Bonolis che di colpo sembra aver perso lo smalto e l'effervescenza del presentatore-intrattenitore televisivo quello che si offre ai giornalisti in sala stampa all'Ariston quando si tocca il tema della miseria nel mondo, e in particolare nell'Africa.
Bonolis per il suo Festival ha voluto non solo artisti e ospiti internazionali, ma anche l'attenzione e l'impegno collettivo per il dramma del Darfur. Si chiama Avamposto 55 l'impegno del Festival per quella regione del Sudan ed è fatto nell'ambito della cooperazione italiana del ministero degli Esteri italiano ed ha in Barbara Contini il proprio «inviato speciale» per cercare di portare aiuto lì.
Nato in collaborazione con il Segretariato sociale della Rai, «Avamposto 55» (dal numero dell'edizione del festival, ndr) realizzerà - ha spiegato Bonolis - un complesso costituito da un centro ospedaliero, una scuola elementare ed una struttura satellite. Bonolis ne parlerà anche durante la serata del festival ma sono giorni che su questo tema insiste a più riprese e ad ogni occasione utile.
«Vi chiedo - ha però anticpato questa mattina - di darmi una mano, se vi è possibile e se ci credete. Vi chiedo una mano perchè l'iniziativa non venga presa male. Lì hanno bisogno, lasciateci la possibilità di portare al termine quello che vogliamo fare». E consapevole delle incognite e delle resistenze che una simile iniziativa potrebbe suscitare nei telespettatori che sono chiamati a seguire invece uno spettacolo di musica ed intrattenimento, Bonolis ha insistito: «Non fate che appaia difficilissimo quello che è già difficile. Ve lo chiedo con il cuore».
Il conduttore del Festival ha quindi rilevato che l'Africa è «terra abbandonata al proprio destino, e non lo merita.
Viviamo in un mondo che se solo volesse spostare di qualche metro il proprio interesse, la miseria non ci sarebbe più». Un mondo dove ci sono «dolori che comportano responsabilità, e allora ecco che le immagini di questo dolore non si vedono perchè in quel caso si risalirebbe alle responsabilità politiche, ed è meglio tacere, dice e vorrebbe ancora fare più d'uno».
Il problema del Darfur è grave, «c'è un cono d'ombra insopportabile; va tolto, dobbiamo toglierlo. Io mi ritengo un privilegiato, come lo sono gli artisti in gara e quanti altri salgono sul palco del Festival.
Non tutti possono farlo, e dunque questo privilegio va sfruttato anche per iniziative diverse».
Il centro ospedaliero da realizzare nell'ambito del progetto Avamposto 55 e delle iniziative della Cooperazione Italiana sarà di tipo pediatrico e destinato alle prime emergenze, e la scelta è caduta sul quartiere più povero della capitale Nyala. La scuola elementare potrà accogliere 500 bambini che oggi invece, per poter studiare in miserevoli capanne sono costretti a percorrere a piedi nudi oltre 10 chilometri al giorno. E a due ore di strada da Nyala ci sarà la struttura-satellite, allestita con attrezzature e posti letto per far fronte ad emergenze di ginecologia, maternità e pronto soccorso.
Le donazioni andranno effettuate sul conto corrente 119837.31 intestato a Sanremo Avamposto 55 e attivato presso Banca di roma, sede di Torino, codici ABI 3002, Cab 01015, Cin R. E Bonolis ha assicurato che su queste donazioni, ovvero sulla loro destinazione, il controllo sarà ferreo, garantendo l'assoluta trasparenza e il rispetto per la generosità mostrata da quanti aderiranno ad una iniziativa che sicuramente arriva a sorpresa, considerando anche il contesto nel quale viene inserita.
Iniziativa che vede Bonolis impegnato al massimo e al tempo stesso uscire apertamente allo scoperto, nella consapevolezza che l'impresa di far uscire il Darfur dal cono d'ombra in cui è stato infilato è difficile, e il confine tra l'essere credibile e condivisibile e il non esserlo è molto labile.
Enzo Castellano

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