Giovedì 13 Dicembre 2018 | 02:12

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Il generale Giampaolo Ganzer, comandante del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri: le investigazioni sono sempre più transnazionali

ROMA - La cattura in Spagna del latitante Raffaele Amato, ritenuto il capo del clan camorristico degli scissionisti che si oppone al clan Di Lauro nella sanguinosa «guerra di camorra» in corso nel napoletano, «dimostra che le attività investigative devono sempre più essere proiettate in una dimensione transnazionale». Lo dice il generale Giampaolo Ganzer, comandante del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, che ha diretto le indagini conclusesi la scorsa notte a Barcellona con la cattura di Amato.
La fine della latitanza del boss - sottolinea il generale Ganzer - «propone molte analogie con l' arresto del boss Pasquale Cuntrera, protagonista della storia delle famiglie mafiose di origine agrigentina dei Cuntrera-Caruana: anche lui fu intercettato e catturato a Malaga, nel 1998, dagli uomini del Ros seguendo i flussi finanziari del narcotraffico». Proprio come è avvenuto per Raffaele Amato, «che abbiamo localizzato a Barcellona circa due settimane fa, coniugando le indagini sul traffico internazionale di stupefacenti, polmone finanziario del clan, con quelle sulla criminalità organizzata campana. Si è poi intervenuti la scorsa notte, quando si è avuta certezza di catturare il latitante». Decisivi per l' arresto del boss sono stati «la collaborazione ed il supporto della Direzione Centrale Antidroga, che è un organismo di coordinamento informativo interforze per la cooperazione internazionale», a dimostrazione del fatto - ribadisce Ganzer - che «è necessaria l' attività di controllo del territorio, ma è altrettanto necessario estendere in modo incisivo le attività investigative anche all' estero per poter raggiungere i gangli della criminalità transazionale. Serve davvero un' azione a tutto campo, soprattutto per 'anemizzarè le fonti di approvvigionamento finanziario, molte delle quali derivano dal narcotraffico». Che, però - sottolinea il comandante del Ros - non è l' unico impegno dei clan campani, «i quali da qualche tempo hanno ripreso anche il contrabbando delle sigarette, come provano importanti sequestri già eseguiti, ed hanno avviato investimenti soprattutto nel mercato ittico di Mugnano (Napoli)».
L' arresto di Raffaele Amato segue quello del boss «avversario» Cosimo Di Lauro, bloccato di recente a Scampia, ma all' appello manca ancora il padre del secondo, il capoclan Paolo Di Lauro. «Proprio per questo - dice ancora il Gen. Ganzer - l' azione deve rimanere continua e pressante. I vertici dei due clan sono stati fortemente intaccati dai recenti arresti e fermi, ma occorre continuare nelle attività investigative e repressive. Con lo stesso impegno - conclude il gen. Ganzer - deve proseguire da parte di tutte le istituzioni un' azione coordinata ed integrata per riaffermare in ogni momento la prevalenza dello Stato su ogni forma di criminalità e per la libera convivenza civile».

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