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Gasparri: «Criticare il colle? E che male c'è? Ciampi è come la Tv in bianco e nero, premier quella a colori, che è meglio»

FOLLINI: LA CORRETTEZZA DI CIAMPI UN PUNTO FERMO
«La correttezza istituzionale del Capo dello Stato è un punto fermo. Sono certo che questo sia l'opinione del Governo e certissimamente è la mia». Così il vice premier e segretario dell'Udc Marco Follini commenta la nota del Quirinale di questa mattina.

GASPARRI: CRITICARE IL COLLE? E CHE MALE C'E'? CIAMPI E' LA TV IN BIANCO E NERO, PREMIER QUELLA A COLORI, CHE E' MEGLIO «Criticare il Colle? E che c'è di male?». Lo afferma il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, in un'intervista a «La Stampa», commentando l'invito che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ieri ha rivolto al capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi a «non ascoltare le sirene della sinistra». «Ciampi - prosegue l'esponente di An - è come la televisione in bianco e nero, Berlusconi come quella a colori. Sono belle tutte e due, naturalmente. Ma quella a colori è meglio». «Nel nostro ordinamento - aggiunge il ministro - il Capo dello Stato è un garante delle regole, un'alta figura morale, un papà della Repubblica, un signore che bacia bambini e poi qualche volta dà anche giudizi sull'economia, la vita del Paese e quant'altro».

Invece, dice Gasparri, «il presidente del Consiglio governa, è alle prese con problemi tutti i giorni. Per questo io sono presidenzialista: vorrei vedere un capo dello Stato nella pienezza dei poteri, che viene eletto dal popolo e si assume delle responsabilità».
Ancora sulle dichiarazioni fatte ieri dal premier, Gasparri sottolinea che «non c'è dubbio che l'Italia sia 'impiccatà al Patto di Maastricht», ma osserva, «lo sono pure Francia e Germania». «E chi ha accumulato il debito pubblico? - chiede il ministro di An - Prodi, Ciampi, Amato, Cirino Pomicino, Craxi, Goria... Mica noi. Non è vero che stiamo sforando il 3%».

«Anche a me è capitato di dire qualcosa sul Capo dello Stato: fu quando lui rimproverò il governo di fare i maxiemendamenti - aggiunge Gasparri - E sa chi li ha inventati? Ciampi, quand'era ministro del Tesoro. E mi sono anche visto rimandare al Parlamento una legge che porta il mio nome. Non ho fatto polemiche allora, non le faccio adesso». Ma, conclude Gasparri, «aspetto il momento giusto perché avevo ragione io. Tirerò fuori le carte quando potrò. Quelle che dimostrano la costituzionalità della Gasparri, anche nella prima versione», conclude il ministro.

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