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Bettega: «Nessuno potrà toglierci nulla»

TORINO - «Nessuno potrà toglierci nulla di quello che abbiamo conquistato». La bandiera calcistica bianconera per eccellenza, Roberto Bettega, lancia un messaggio preciso a chi abbia intenzione di iniziare un processo di demolizione della bacheca bianconera nel caso in cui la sentenza doping di condanna ai danni della Juventus diventi definitiva. Quella di Bettega è una autentica riaffermazione dei valori juventini e della loro inattaccabilità. «Quando entro nella stanza con la nostra bacheca, provo orgoglio, serenità, felicità. La Juventus non teme confronti con nessuno, va sempre a testa alta. Questa mattina dopo quello che ho letto sui giornali mi sono chiesto se avevo la forza di venire in ufficio e non ho avuto esitazioni. Mi sono detto: è un tuo dovere anche nei confronti dei tifosi e di Umberto Agnelli. Ho letto che la leggenda si rivolta nella tomba, ma la leggenda è qui e io sono orgoglioso ad aver contribuito a crearla. I giocatori dovrebbero fare sentire la propria voce, come ha fatto Torricelli. E' ovvio che io rispondo solo delle mie responsabilità e mi farebbe piacere che tutti facessero lo stesso. Ciò che mi ha amareggiato di più è stato leggere commenti da cui sembrava che non esista la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva, mentre sappiamo che è così».
Parla da tifosa bianconera, ma soprattutto da donna di sport, Evelina Christillin, vicepresidente del Toroc e anche membro della Giunta esecutiva del Coni: «Togliere i titoli alla Juventus? Ci mancherebbe altro. E non lo dico assolutamente da tifosa, sarebbe lo stesso se si parlasse del Milan o della Roma. Sono due i motivi che mi spingono a ritenere assurda questa eventualità: è molto difficile accertare le responsabilità individuali in un gioco di squadra, oltretutto dovrebbero essere totali perchè basta che ci sia un solo giocatore non colpevole e come si farebbe, in tal caso, a dimostrare che è stato alterato il risultato della prestazione?».
«Negli sport individuali è tutto diverso, nello sci, ad esempio; è successo a Salt Lake, quando dopo poche ore hanno accertato il caso di doping e tolto la medaglia alla russa. Inoltre, il processo alla Juventus è stato l'unico di questo genere in Italia. Se non ce ne sono stati altri, come si fa a stabilire se altre squadre hanno alterato il risultato sportivo?».
«Inoltre siamo solo al primo grado di giudizio - aggiunge - e non è quindi il momento di parlare di restituzione dei titoli, perchè le responsabilità penali, oltretutto di una sola persona, non sono ancora state accertate definitivamente» Evade invece ogni presa di posizione Dino Zoff: «Preferisco non entrare nel merito di questa vicenda - dice l'attuale tecnico della Fiorentina, ed ex portiere della Juventus.
«E' un argomento molto delicato, meglio aspettare un giudizio definitivo», ha invece detto il direttore sportivo della Fiorentina Giovanni Galli. «Non si può parlare a distanza, e senza conoscerla a fondo, di una vicenda simile. Comunque credo che sia giusto che, in caso di colpevolezza o di assoluzione - ha aggiunto il ds viola - venga fuori la verità». «Lasciare le cose in sospeso, in mezzo a illazioni e insinuazioni, sarebbe sbagliato e darebbe motivo di peggiorare le cose, anche e soprattutto a livello di credibilità, e inoltre - ha concluso Galli - potrebbe anche spingere qualcuno a ripetere tale vicenda».

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