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E la commissione d'inchiesta bicamerale "Mitrokhin" riaprirà le indagini sull'attentato compiuto nell'81 da Alì Agca

ROMA - «Riapriremo subito il caso dell'attentato al Papa, anche attraverso l'acquisizione di documentazione processuale relativa a quell'odioso crimine, ripartendo dalla pista sovietica, Kgb ma anche Gru (il servizio segreto militare russo), dopo quanto lo stesso sommo Pontefice ha certificato circa l'origine ideologica del delitto quando scrive di «convulsioni delle ideologie della prepotenza». Lo afferma il presidente della commissione Mitrokhin, senatore Paolo Guzzanti, all'indomani della presentazione del libro di Giovanni Paolo II, "Memoria e identità", nel quale lo stesso Pontefice, parlando dell'attentato del 13 maggio 1981, afferma che si trattò di «una delle ultime convulsioni delle ideologie totalitarie scatenatesi nel XX secolo».
«Nella ricostruzione di questo delitto l'unica cosa che non è mai mancata è il movente - afferma Guzzanti - essendo apparso ovvio fin dal primo momento che l'assassino politico aveva sfrontatamente firmato il crimine lasciandoci sopra le proprie impronte digitali: il pontificato di Giovanni Paolo II, come ha ricordato opportunamente e tempestivamente l'on. Massimo D'Alema in questi giorni, è stato la causa prima del collasso del comunismo, e lo fu nel momento del suo massimo sforzo aggressivo militare contro le democrazie occidentali: uno sforzo che fu vanificato dalla turbolenza e poi dalla paralisi della Polonia cattolica raccolta intorno al Papa, a Solidarnosc e a Lek Walesa».
L'effetto Polonia, osserva dunque il presidente della commissione Mitrokhin, «si proiettò come minaccia di un effetto domino su tutte le colonie sovietiche in Europa prospettando un disastro non più governabile, malgrado l'auto-colpo di Stato del generale Jaruzelskij a Varsavia».
«Gli altri due elementi che procurarono il collasso del comunismo reale, come ha riconosciuto lo stesso Gorbaciov, furono lo schieramento dei missili da crociera deciso dall'Italia (con la violenta opposizione del Pci) e dalla Germania in risposta agli SS20 sovietici schierati aggressivamente sui Balcani e infine lo studio di fattibilità di uno scudo spaziale ad alta tecnologia creato dal fisico ungherese Edward Teller e fatto proprio del presidente Ronald Reagan».
«I tre elementi portarono alla caduta del muro di Berlino, ma il collasso del sistema comunista - conclude Guzzanti - comincia dalla Polonia cattolica unita intorno al suo pontefice, il cui corpo paga da un quarto di secolo con dolore quotidiano le piaghe procurate dal sicario e dai suoi mandanti».

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