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Bestie di satana - I parenti soddisfatti dalle condanne

BUSTO ARSIZIO (VARESE) - Trent'anni per Andrea Volpe e sedici per Pietro Guerrieri. Pene pesanti per due dei giovani delle Bestie di Satana condannati oggi, con rito abbreviato, dal gup Maria Greca Zoncu.
Pene superiori a quelle chieste dall'accusa, per gli efferati omicidi di Fabio Tollis e Chiara Marino, uccisi e sepolti nel boschetto di Somma Lombardo il 17 gennaio del '98, e di Mariangela Pezzotta, ammazzata il 24 gennaio dell'anno scorso nello chalet di Golasecca. Pene pesanti per chi era accusato di una serie di altri reati tra cui il precedente duplice tentato omicidio di Fabio e Chiara, e di istigazione al suicidio per l'oscura morte di Andrea Bontade, un ragazzo del gruppo che si tolse la vita schiantandosi in moto il 21 settembre di sette anni fa.

E' stato quasi un colpo di scena quando, dopo circa tre ore e mezza di camera di consiglio, nell'aula della Corte d'Assise di Busto Arsizio (la stessa in cui il prossimo 21 giugno si aprirà il processo per altri cinque giovani delle Bestie), è stata letta la sentenza. Un colpo di scena, soprattutto per il pentito Andrea Volpe, perché per lui la Procura aveva chiesto vent'anni di prigione. Ne ha avuti 10 di più.

Increduli, ma soddisfatti i familiari dei ragazzi barbaramente uccisi e massacrati: avevano protestato, indignati, per le richieste di pene, ora dicono «è stata fatta giustizia».
Il giudice ha assolto i tre giovani imputati dal reato di associazione per delinquere, ed ha quindi scagionato Mario Maccione facendolo uscire dal processo dei «grandi» (per gli omicidi di Fabio e Chiara sarà infatti giudicato dal Tribunale dei Minori di Milano). Ha poi condannato a dieci mesi con la condizionale l'imputato collaterale, Giuseppe Ballarin, giornalista, padre di Elisabetta: per lui le accuse erano di porto illegale d'armi e concorso colposo in omicidio, per non aver custodito la pistola che Volpe ed Elisabetta usarono per l'assassinio di Mariangela Pezzotta. Il gup ha inoltre stabilito che il risarcimento di oltre sei milioni di euro chiesto dai parenti delle vittime a Volpe verrà liquidato in sede separata, ma ha disposto una provvisionale di 50mila euro per ognuno dei genitori e 25mila euro per ciascuno dei fratelli. Guerrieri invece ha già versato parte dei risarcimenti.

«Giustizia ha trionfato», è stato il commento a caldo di Silvio Pezzotta, il papà di Mariangela. «Abbiamo ottenuto giustizia per Chiara», ha gridato la madre Lina Marino, «ora sono sollevata». «Siamo soddisfatti - hanno detto Elena e Michele Tollis - ma non contenti perché Fabio non ce lo ridarà più indietro nessuno».
Fuori dal tribunale, invece, quando Volpe incappucciato, Guerrieri e Maccione sono stati caricati sui furgoni blindati per essere trasferiti in carcere, sono volati gli insulti. Un gruppo di amici di Mariangela ha gridato a più non posso «Animali, assassini, conigli. Siete delle merde perché non avete neanche il coraggio di farvi vedere in faccia».

Dopo i primi momenti di forte emozione, nel grande atrio del palazzo di Giustizia di Busto la rabbia ha lasciato il posto alla commozione. «Ci siamo sentiti ripagati della lotta che abbiamo fatto in questi anni per cercare Fabio e Chiara - ha spiegato Michele Tollis -. Certo, quando in aula abbiamo sentito parlare di soldi io e la mia famiglia abbiamo avuto l'impressione che Fabio fosse stato messo all'asta. Ma non c'è prezzo che possa pagare la morte di mio figlio».
Lina Marino, con il volto segnato dal dolore ma nello stesso tempo con una voce più distesa, non ha nascosto di essere «contenta, anche se ora il carcere se lo devono fare tutto. Questa sera, quando tornerò a casa, parlerò a Chiara davanti alla sua foto».
Con i lucciconi agli occhi Silvio Pezzotta: «E' stata una sentenza equa che mi dà un po' di conforto perchè al di là di tutto qualcuno sta pagando le proprie colpe». Domani papà Pezzotta andrà a trovare la figlia al cimitero come ogni giorno: «Sulla sua tomba le lascerò boccioli di rose perchè le voglio tanto bene e perchè penso che anche lei abbia diritto ad un po' di felicità».

Soddisfatto per un altro verso l'avvocato Salvatore Granata, difensore di Maccione, oggi assolto dall'accusa di associazione per delinquere, perché ha visto accolta la sua tesi. Il legale ha precisato che il giudice in sostanza «ha riconosciuto l'esistenza delle Bestie di Satana ma non in quanto associazione per delinquere». Diverso il parere della difesa di Volpe, che ha annunciato ricorso e si è lamentata del fatto che «la collaborazione del nostro assistito non è servita a nulla e che avergli riconosciuto le attenuanti generiche suona come una beffa». Per l'avvocato Anna Carluccio, difensore di Guerrieri, «la sentenza non è stata equilibrata nel conteggio della pena». Per lui il legale ha chiesto gli arresti domiciliari.

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