Sabato 15 Dicembre 2018 | 13:11

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Claudio Mencacci, direttore dipartimento Psichiatria del Fatebenefratelli di Milano: «No al terrorismo» sugli antidepressivi nei bambini»

MILANO - «No al terrorismo» sull'impiego dei farmaci antidepressivi nei bambini. «Non servono inutili allarmi, ma buona informazione. Innanzitutto i piccoli italiani che li assumono sono pochissimi, casi estremi in cui la psicoterapia ha fallito e che, non trattati, rischiano di diventare cronici». Non solo. «Usati bene questi medicinali sono efficaci e sicuri e non è vero che il loro utilizzo è "fuorilegge": in certi casi è previsto, anche dalle disposizioni più recenti».
Così il professor Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Psichiatria del Fatebenefratelli di Milano ed esperto in Neuropsicofarmacologia, commenta la notizia dell'inchiesta avviata dal pm di Torino, Raffaele Guariniello, su 30 medici e farmacisti che hanno prescritto o venduto medicinali a base di paroxetina destinati a minori di 18 anni. Nel nostro Paese, spiega l'esperto all'Adnkronos Salute, «la patologia psichiatrica interessa il 7-8% della popolazione in età pediatrica». In particolare, «c'è un 2% di casi molto seri, con distrubi ossessivo-compulsivi o depressione grave. Ma i pazienti sotto trattamento farmacologico sono una strettissima minoranza».
«Nei casi di problemi psichiatrici molto gravi - prosegue Mencacci - le disposizioni delle autorità sanitarie sono chiare. Prima si tentano approcci non farmacologici: psicologici, pedagogici e psicoterapeutici, sul paziente e sulla famiglia. Ma una volta esaurite queste tre strade senza successo, l'impiego dei farmaci è indicato, anzi raccomandato». Sempre e solo «se è davvero necessario e comunque in associazione al supporto psicologico», precisa.
Quanto al rischio di effetti collaterali come ostilità e istinti suicidi, «tutto è stato smentito - assicura Mencacci - Ricordo - aggiunge - che la polemica in tal senso si è chiusa proprio pochi giorni fa con le scuse formali da parte del "British Medical Journal"» all'azienda produttrice del Prozac*, per aver pubblicato su questo antidepressivo un articolo con informazioni poi risulate false.
Ovviamente «è fondamentale che di queste molecole non si abusi. Ma «i medici italiani sono attenti - assicura lo specialista - tanto che a volte hanno paura di trattare pazienti che invece dovrebbero essere curati. Perchè non va dimenticato - conclude il neuropsichiatra - che in certi casi, anche in età pediatrica, abbiamo a che fare con un cervello con dei problemi cronici, che rischiano di mantenersi in età adulta. E non si possono fare delle scelte ideologiche: vale esclusivamente l'evidenza scientifica».

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