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L'opposizione in piazza, la Cdl no; è questa la situazione che si profila per la manifestazione di sabato prossimo a Roma in solidarietà di Giuliana Sgrena

ROMA - L'opposizione in piazza, la Cdl no; è questa la situazione che si profila per la manifestazione di sabato prossimo a Roma in solidarietà di Giuliana Sgrena.
Tutti dichiarano comunque di sentire come preminente l'obiettivo di salvare la vita alla giornalista italiana, anche se gli uni esprimeranno questa posizione partecipando alla manifestazione indetta dal Manifesto, mentre gli altri ritengono di non aderire a un'iniziativa che esprime posizioni, ad esempio sulle truppe in Iraq, in contrasto con quelle del governo. Un certo clima di unità si avverte in ogni caso per il fatto che, a differenza che per altre manifestazioni contro la guerra, la Cdl mette da parte i toni duri e apprezza l'intenzione principale dell'iniziativa, cioè la liberazione di Giuliana Sgrena.
L'opposizione invece sarà in piazza al completo, o quasi. Francesco Rutelli ha fatto sapere che per sabato aveva già in agenda la presenza al congresso dei Popolari-Udeur a Napoli e un'iniziativa in Calabria col candidato presidente Agazio Loiero, ma che comunque porterà la solidarietà al Manifesto. Ci sarà invece Romano Prodi, che per questo sarà costretto a rimbalzare a Roma da Napoli, dove in mattinata ha un incontro con Antonio Bassolino e dove tornerà in serata per partecipare al congresso del partito di Clemente Mastella.
Mentre fra Prodi e Rutelli emerge una diversità anche nella gestione delle agende, il sentimento che prevale nell' opposizione è espresso nel messaggio del segretario dei Ds, Piero Fassino: essere in piazza sabato per la libertà della giornalista rapita e per testimoniare «le ragioni dell'umanità e della solidarietà, per la pace in Iraq».
Per poter essere sabato a Roma, molti partiti hanno sospeso le loro attività: così, dopo che il Prc aveva annunciato la sospensione dei congressi locali, il Pdci ha rinviato al 5 marzo la conferenza di programma del partito. Da più parti si chiede anche che la Rai trasmetta in diretta la manifestazione.
Quanto al fatto che la Cdl non ci sarà, la critica più dura è di Paolo Cento, dei Verdi, che parla di «diserzione», mentre per Massimo D'Alema la manifestazione «testimonierà della volontà di tutti gli italiani»; e su assenze e presenze, «ognuno si assume la responsabilità delle sue scelte».
La scelta dei partiti della Cdl è spiegata da più parti sottolineando che, se sulla liberazione di Giuliana Sgrena c'è l'impegno di tutti, sui contenuti politici della manifestazione non può esserci altrettanta unanimità. Così, se il ministro degli Esteri Gianfranco Fini nota che in questo momento «tutti gli italiani» giustamente reclamano la libertà per chi è stato rapito, c'è chi osserva anche, come Gianni Alemanno, che questa solidarietà nazionale non può portare a mettere in discussione le scelte del governo. Che, come osserva Fabrizio Cicchitto, per Forza Italia, non permettono di partecipare ad una manifestazione dove si chiede, oltre alla libertà per Giuliana Sgrena, anche il ritiro delle truppe dall'Iraq.
E questo accade perchè, afferma il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi, nell'opposizione hanno prevalso le posizioni di Fausto Bertinotti, assecondate da Romano Prodi. Tanto che, per Bondi, il «problema principale» che impedisce la presenza alla manifestazione «è Prodi, non il Manifesto».

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