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8 agosto 1991, la Vlora entra nel porto di Bari

Era l’8 agosto del 1991 quando entrò nel porto di Bari la «Vlora», la nave proveniente da Durazzo con a bordo 20mila cittadini del Paese delle Aquile. Un piccolo mercantile sovvraccarico fino all’inverosimile di albanesi che, lasciatisi definitivamente alle spalle gli anni della dittatura comunista di Enver Hoxa, scappavano da un paese oramai nel caos per partire alla conquista del sogno italiano. Molti di loro si buttarono in mare ancora prima che la nave attraccasse, gli altri si riversano sulle banchine, invadendo il porto e le strade in pochi attimi. 

La Puglia conosceva già bene la realtà degli sbarchi, perchè da mesi era cominciato il via va di decine di profughi in fuga dal comunismo e dalla tragica crisi economica che aveva colpito il paese. Ma quello dell’8 agosto 1991 fu un’altra cosa: quasi un esodo biblico per l’Albania, una sorta di 'invasionè, anche se pacifica, per la Puglia, che si trovò ad affrontare giorni difficili. 

Polemiche, anche aspre, scatenò la decisione di sistemare i profughi nel vecchio stadio della Vittoria di Bari in attesa del rientro forzato nel Paese delle Aquile, decisione che venne apertamente stigmatizzata dall’allora sindaco di Bari, Dalfino, dopo essere stata presa dal ministro dell'Interno Vincenzo Scotti e poi avallata dal presidente della repubblica Francesco Cossiga.

Furono tanti gli albanesi rimpatriati con aerei dell’aeronautica militare e con un ponte aereo chiesto all'Alitalia. Molti altri però riuscirono a rimanere in Italia e altri ancora, dopo essere stati rimpatriati, tornarono indietro. Una vera e propria gara di solidarietà si scatenò tra i cittadini pugliesi, che, consapevoli della loro storia di terra di immigrazione, seppero dare accoglienza dignitosa ai profughi che sfuggivano alla fame e al caos.

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