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Era la depositaria dell'ultimo «segreto»

Maggio 1981: l È stata la depositaria di uno dei «misteri» più conosciuti al mondo, il terzo segreto di Fatima, l'ultima testimone diretta di una delle rarissime apparizioni della Madonna veramente venerate dalla Chiesa cattolica, e in particolare da Giovanni Paolo II: suor Lucia, deceduta oggi a 97 anni, la piccola pastorella che nel 1917 insieme a due cugini vide la «signora vestita di bianco» è stata una presenza importante nel pontificato di Wojtyla, che il 13 maggio 1982, esattamente ad un anno di distanza dall'attentato di Alì Agca, andò a Fatima per incontrare l'anziana suora carmelitana, allora ancora depositaria di quel segreto, poi svelato nel 2000, che proprio dell'attentato al papa parlava.
Il terzo segreto di Fatima, un foglietto di poche righe, non è più un segreto da quando fu pubblicato il testo integrale, scritto da suor Lucia e noto prima del Giubileo ai papi, da Giovanni XXIII a Giovanni Paolo II: in sintesi si parlava del «vescovo vestito di bianco» che cade a terra «come morto» ed è Karol Wojtyla, colpito da Alì Agca; c'è poi la lotta, finita in Urss e nell'est europeo, ma che altrove continua, dei «sistemi atei contro la Chiesa e i cristiani» e la sofferenza dei «testimoni della fede» nel '900.
Da sempre al centro di mille congetture, il terzo segreto stupì anche nel momento in cui fu svelato: all'epoca si parlò di «colpo di scena», avvenuto nella spianata del santuario di Fatima davanti al papa e ad oltre 600 mila persone. È il 13 maggio 2000, giorno della beatificazione dei due pastorelli, Francisco e Giacinta, che con suor Lucia videro la Madonna: due bimbi analfabeti che si sono fidati ciecamente di quanto Maria diceva e chiedeva loro.
E nel santuario sorto nella zona delle apparizioni, del «miracolo del sole», e che attira ogni anno milioni di fedeli è la statua dove il papa ha voluto fosse incastonata, nell'aureola della Vergine, la pallottola estratta dal suo intestino. Quella pallottola che, secondo Giovanni Paolo II, avrebbe solo sfiorato i suoi organi vitali grazie soltanto alla intercessione della Madonna.
Due anni fa suor Lucia parlò del terzo segreto di Fatima, spiegando che tutto era ormai noto: «Tutto è stato pubblicato, non c'è più nulla di segreto». A chi parlava di nuove rivelazioni disse: «Non c'è niente di vero. Se avessi avuto nuove rivelazioni non le avrei dette a nessuno, ma le direi direttamente al Santo Padre».
Suor Lucia aggiunse solo un particolare inedito al racconto della visione profetica avuta nel 1917: durante la visione la Vergine «che emanava uno splendore, teneva nella mano destra un cuore e nella mano sinistra un rosario». Secondo la spiegazione di suor Lucia ciò significava che «la devozione al cuore immacolato di Maria è il mezzo di salvezza per tutti i tempi difficili della Chiesa e del mondo» e che «il cuore aperto a Dio, purificato dalla contemplazione di Dio è più forte dei fucili e delle armi di ogni specie».

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