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Il rigassificatore a Taranto

TARANTO - I rischi per la realizzazione sulla banchina del porto di Taranto di un rigassificatore, così come proposto dalla multinazionale iberica Gas Natural, sono sempre all'attenzione degli Enti locali e dei comuni cittadini.
Preoccupazioni sulle quali è voluto intervenire anche il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, nel corso della sua recente visita presso l'Ilva di Taranto.
Il ministro, rassicurando che sarà fatto un esame serio del progetto-rigassificatore, ha ricordato che «in Italia sino a poco tempo fa nessuno parlava di rigassificazione. Oggi ci sono già sei o sette richieste di rigassificatori».
Richieste che dimostrerebbero un sempre crescente interesse verso un più massiccio utilizzo di questo combustibile e, perciò, «si tratta di vedere dove devono essere costruiti e fare quello che la legge ci obbliga a fare: una valutazione di impatto ambientale seria per verificare se questo rigassificatore può essere inserito in una città, in questo caso Taranto».

In Italia «verrebbero costruiti due di questi impianti - ha aggiunto il ministro - che sarebbero a 15 miglia l'uno dall'altro nella provincia di Livorno. Uno c'è già a Brindisi, uno in Calabria ed ora c'è questa richiesta della "Gas Natural" per il porto di Taranto».
La valutazione dell'impatto ambientale (Via) è il momento cruciale in cui si decide se concedere il nulla osta o rispedire tutto al mittente per dare tranquillità ai cittadini. Per questo «oggi la valutazione - secondo Matteoli - avviene in maniera diversa perché in passato si aspettava il progetto definitivo che era inviato alla commissione per la valutazione di impatto ambientale, che cominciava ad esaminare tutto questo. Oggi, invece, nel momento in cui si presenta il progetto di massima si dà la possibilità alla commissione di poter lavorare quasi insieme al tecnico, perchè il progettista, man mano che si procede, manda le carte in modo che anche nella fase di progettualità ci possono essere interventi che mirano a correggere il progetto stesso. Solo una valutazione di impatto ambientale seria - ha concluso il ministro - potrà dirci se costruire o meno un rigassificatore a Taranto. La cosa che bisogna dire ai cittadini, che spesso protestano in alcuni casi in maniera strumentale ma a volte in perfetta buona fede, è di stare tranquilli perchè ci sarà una valutazione di impatto ambientale che garantirà sicuramente se sia giusto o meno costruire il rigassificatore a Taranto».
Paolo Lerario

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