Sabato 15 Dicembre 2018 | 23:39

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Roberto Maroni: è meglio non modificare la legge che regolamenta l'esercizio del diritto di sciopero

ROMA - Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, frena su eventuali correttivi alla 146 del 1990 (con le modifiche apportate nel 2000), la legge che regolamenta l'esercizio del diritto di sciopero. E sulle sanzioni ai ferrovieri "ribelli", che non si sono attenuti all'ordinanza Lunardi, invita il collega dei Trasporti a sentire il Garante, quindi a prendere la sua decisione. Intanto la stessa Commissione rilancia la proposta dello sciopero virtuale e il presidente, Antonio Martone, si dichiara pronto ad un accordo con le parti sociali su questa forma di protesta che non danneggia i cittadini e permette allo stesso tempo di manifestare.
- NESSUNA STRETTA IN VISTA. Per ora non c'è dietro l'angolo una stretta sulla normativa sugli scioperi. Al momento - è l'opinione di Maroni - non è necessario intervenire con modifiche. Correttivi che pure nei mesi scorsi erano stati presi in considerazione. A ricordarlo è stato lo stesso Maroni: «Avevamo ipotizzato delle proposte - ha detto - ma poi abbiamo deciso di non intervenire in questa direzione, confidando sull'efficacia dell'azione della Commissione di Garanzia presieduta da Martone che, in questo periodo di tempo, ha lavorato bene, ha regolato in modo soddisfacente applicando la legge». Tra i correttivi presi in considerazione lo sciopero virtuale, nuove forme di raffreddamento del conflitto - come il referendum consultivo sullo sciopero tra i lavoratori di uno stesso bacino d'utenza (previsto anche dal Libro Bianco di Marco Biagi) -, nonchè la fattispecie degli scioperi "spontanei", oggi non contemplati dalla legge.
- SCIOPERO VIRTUALE, PALLINO DEL GARANTE. «E' un mio vecchio pallino e l'ho detto in tutte le sedi». Così Martone ha commentato le parole del segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, il quale da sempre sostiene questa forma di protesta ma sulla quale - a suo parere - aziende, governo e Commissione continuano ad esprimere la loro contrarietà. «La Commissione - ha replicato oggi Martone - in tutte le sedi ha ripetutamente chiesto alle parti la loro disponibilità per stabilire subito forme di sciopero virtuale, è la cosa a cui teniamo di più. Se le parti ce lo chiedono iniziamo subito un incontro sullo sciopero virtuale, nessuno più di noi è felice». Con lo sciopero virtuale, il lavoratore si reca ugualmente al lavoro rinunciando alla retribuzione; l'azienda, da parte sua, deve corrispondere ugualmente una certa somma. In passato, per esempio, questa protesta è stata utilizzata per fini solidaristici.

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