Domenica 16 Dicembre 2018 | 00:05

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Lunardi: sulle sanzioni «mi atterrò alle disposizioni di legge»

ROMA - Sulle sanzioni «mi atterrò alle disposizioni di legge». E' quanto ribadisce il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi in merito all'applicazione delle sanzioni previste dalla legge sul diritto di sciopero, la 146 del '90, nel caso di non ottemperanza all'ordinanza ministeriale. Lunardi ne ha parlato, a margine di un convegno, in relazione allo sciopero nazionale dei ferrovieri proclamato dai sindacati, dalle 21 di stasera fino alla stessa ora di domani, nonostante la precettazione del ministro avesse ridotto la protesta da 24 a 8 ore.
Le sanzioni in caso di inosservanza delle norme sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali sono proporzionate alla gravità dell'infrazione con esclusione però del licenziamento e di «mutamenti definitivi» del rapporto di lavoro (come ad esempio il trasferimento e il licenziamento). Se la violazione è da addebitare al sindacato la Commissione di garanzia può sospendere i permessi sindacali e i contributi sindacali per la durata dell'astensione (vengono trattenuti dall'azienda ma versati all'Inps) per un ammontare che non può essere inferiore ai cinque milioni delle vecchie lire (circa 2.500 euro) nè superiore ai 50 (circa 25.000 euro). L'ammontare della sanzione pecuniaria tiene conto della violazione, della consistenza associativa e «della gravità degli effetti dello sciopero sul servizio pubblico». In caso di pregiudizio "grave e imminente" dei diritti della persona costituzionalmente tutelati il presidente del Consiglio, un ministro da lui delegato o il prefetto possono adottare un'ordinanza per il differimento dello sciopero, la riduzione della sua durata (come nel caso dell'ordinanza di Lunardi sullo sciopero di questa sera che riduce la durata da 24 a 8 ore) o la prescrizione dell'«osservanza di misure idonee ad assicurare livelli di funzionamento del servizio pubblico compatibili con la salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati». L'inosservanza dell'ordinanza da parte dei singoli prestatori di lavoro è assoggettata a una sanzione variabile da 500.000 a un milione delle vecchie lire «per ogni giorno di mancata ottemperanza». Le sanzioni sono irrogate con decreto della stessa autorità che ha emanato l'ordinanza e sono applicate con ordinanza-ingiunzione della Direzione provinciale del lavoro.

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