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Appello ufficiale del Consiglio degli Ulema Sunniti ma i rapimenti continuano. Oggi è toccato a quattro egiziani

BEIRUT/BAGHDAD - Il Consiglio degli Ulema sunniti ha lanciato oggi un appello per il rilascio della giornalista italiana Giuliana Sgrena, ma allo stesso tempo la macchina dei sequestri è andata avanti, e stamattina sono stati rapiti a Baghdad quattro egiziani.
Si tratta di quattro ingegneri che lavorano per una compagnia di telecomunicazioni, la Orascom, che gestisce la compagnia di telefonia mobile irachena Iraqna. Sono stati prelevati davanti alla loro casa da un gruppo di uomini armati e da allora non si è saputo più nulla.
Anche gli agguati della guerriglia continuano a ritmo elevato. Quattro iracheni - tra cui due soldati e un ufficiale di polizia - sono morti ed altri nove sono rimasti feriti in uno scontro a fuoco avvenuto tra i ribelli e le forze di sicurezza impegnate in una perquisizione nel villaggio sunnita di Albu Mustapha, 20 chilometri a Nord-Ovest di Hilla.
A Samarra, nel famigerato Triangolo sunnita, tre iracheni sono stati uccisi, tra cui un soldato e un civile, in un'imboscata tesa dai ribelli. A Balad, 70 chilometri a Nord di Baghdad, un civile è rimasto ucciso e quattro soldati sono rimasti feriti nell'esplosione di un ordigno artigianale al passaggio di un convoglio militare. A Tuz, nei pressi di Tikrit, è stato rinvenuto il cadavere crivellato di proiettili di un uomo d'affari, Ahmad Abdelkader Abed.
Nelle iniziative per tentare di normalizzare la situazione, il governo iracheno e le forze americane hanno oggi annunciato anche la riapertura delle scuole nella città ribelle di Falluja, pesantemente devastata lo scorso novembre nel corso di una battaglia durata oltre una settimana e scatenata dalle forze Usa per tentare di sgominare gli insorti e i terroristi che vi annidavano.
Inoltre il governo del premier Iyad Allawi ha annunciato che è stata posta una taglia da dieci milioni di dollari sulla testa di Izzat Ibrahim al Douri, ex vice presidente del Comando del consiglio della rivoluzione, la massima istanza decisionale ai tempi di Saddam Hussein. Secondo il portavoce del premier, al Douri, che di fatto era il numero due del rais, continua a mantenere forti relazioni con l'apparato repressivo del deposto regime e fornisce sostegno finanziario ai gruppi terroristi.
E mentre il ministro per i diritti umani ha annunciato che circa 350 detenuti sono usciti nel corso degli ultimi giorni dal cosiddetto carcere degli orrori di Abu Ghraib, le forze Usa hanno reso noto che 31 sospetti sono stati arrestati questa mattina nei pressi di Mossul, nel Nord del Paese, mentre il Comando americano ha annunciato che oltre 440 i presunti terroristi o guerriglieri sono stati arrestati nelle ultime 48 ore in tutto l'Iraq, in operazioni che hanno portato anche al sequestro di mumerose armi e ingenti quantitativi di esplosivo.
Sul piano politico, lo spoglio dei voti delle elezioni del 30 gennaio ancora prosegue e non si prevede che i risultati definitivi verrano resi noti prima di giovedì, ma gli sciiti, sulla cui massiccia vittoria nessuno ha più dubbi, oggi hanno fatto sapere che esigono che l'Islam sia la fonte della futura Costituzione. «Tutti gli ulema (teologi), i marjaa (punti di riferimento religiosi) e la maggioranza del popolo iracheno chiedono all'Assemblea nazionale di fare in modo che l'Islam sia nella costituzione permanente la fonte della legislazione e di rifiutare qualsiasi legge contraria all'Islam», ha affermato in un comunicato diffuso nella citta santa sciita di Najaf dalla locale marjaiya, di cui fa parte il grande ayatollah Ali Sistani, maggiore leader spirituale sciita del Paese.

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