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I curdi votano in massa

ERBIL - I curdi si affollano oggi in massa alle urne per un voto che ritengono potrà aprire una nuova era nella storia della loro comunità, oppressa per decenni dal regime di Saddam Hussein. «Mio marito è membro della Guardia Nazionale irachena. Sono venuta a votare per assicurare un avvenire migliore ai miei figli», ha dichiarato, all'uscita di un seggio di Erbil, Pina Mohammad, una madre di famiglia venuta ad adempiere al suo dovere civico in una scuola cittadina. Nonostante le minacce dei terroristi sunniti, le aspettative sono di un afflusso record nella zona curda. A Souleimanyah, nel nord dell'Iraq, un giovanotto è addirittura arrivato al seggio portandosi a cavalcioni sulla schiena l'anziano padre perché anche possa votare. In un altro ufficio elettorale della città una vecchietta si è piazzata in attesa davanti al seggio diverse ore prima che aprisse, sfidando l'oscurità e il freddo intenso. «E' un giorno storico per i curdi», ha proclamato. «Questo è il giorno di Kaka (zio) Jalal Talabani», ha spiegato facendo riferimento al capo dell' l'Unione patriottica del Kurdistan (UPK), una delle due principali formazioni politiche che controllano il nord dell'Iraq.
Il voto avviene comunque in rigide misure di sicurezza. Il capo della polizia della regione, Dana Ahmad Majeed, ha assicurato che al momento tutto si sta svolgendo con calma «Non vi è stato alcun incidente. La gente sta andando a votare in maniera massiccia. Mi aspetto una partecipazione del 90 per cento», ha aggiunto.
Talabani è stato uno dei primo a votare stamane. «E' la nostra prima esperienza veramente democratica», ha dichiarato mentre poneva la scheda nell'urna.
Anche l'altro leader curdo, Massud Barzani, capo del Partito democratico del Kurdistan, ha votato nel suo feudo di Salaheddin, tra le montagne settentrionali nel nord del Paese (a 350 chilometri a nord di Baghdad). Sorridente e imbacuccato in vestiti invernali, ha chiesto agli impiegati del seggio istruzioni su come votare e da parte loro i funzionari hanno voluto il suo documento di identità e gli hanno dato tre schede.
I curdi sono circa il 20 per cento dei 14 milioni di elettori iracheni. Oltre a votare per i 275 seggi della nuova Assemblea nazionale irachena e per i membri del consiglio provinciale, dovranno anche eleggere i 111 deputati della loro assemblea autonoma.
«Sono molto contento. Dio sia lodato. I curdi e gli arabi sono adesso su un piano di parità e possono votare in elezioni democratiche», ha commentato Barzani.

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